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	<title>Il Blog di Andrea Panato</title>
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	<description>Solo un altro blog Postilla - il blog dei professionisti per i professionisti</description>
	<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 07:39:48 +0000</pubDate>
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		<title>La valutazione del piano aziendale: alcuni riferimenti tra prassi e dottrina.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 07:39:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Contabilità, bilancio e revisione]]></category>

		<category><![CDATA[Finanza e controllo di gestione]]></category>

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		<description><![CDATA[La riforma del diritto societario prima e la riforma del diritto fallimentare poi hanno richiesto all’esperto di porre particolare attenzione nella valutazione dei piani aziendali, siano essi di sostenibilità finanziaria di una operazione straordinaria (fusione, scissione, LBO) o di risanamento aziendale in caso di procedure minori (concordato preventivo, ristrutturazione del debito ecc..).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">La riforma del diritto societario prima e la riforma del diritto fallimentare poi hanno richiesto all&#8217;esperto di porre particolare attenzione nella valutazione dei piani aziendali, siano essi di sostenibilità finanziaria di una operazione straordinaria (fusione, scissione, LBO) o di risanamento aziendale in caso di procedure minori (concordato preventivo, ristrutturazione del debito ecc..).</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify">L&#8217;argomento è di sicuro interesse e molto attuale visti i recenti dati sulla crisi delle imprese italiane e sul <a title="concordato preventivo" href="http://www.adnkronos.com/IGN/Lavoro/Dati/Cerved-oltre-9-mila-imprese-fallite-in-Italia-nel-2009-+23_69537480.html">ricorso massiccio al concordato preventivo</a>.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify">L&#8217;argomento è già stato trattato ampiamente su <a href="http://www.periziedistima.eu">LE PERIZIE DI STIMA</a>, ma visto l&#8217;interesse suscitato recentemente in una lezione che ho tenuto per la <strong>Scuola di Specializzazione in finanza aziendale ed operazioni straordinarie della SAF</strong>, credo possa essere utile riprenderlo sinteticamente qui, aggiornandolo con alcuni riferimenti di dottrina. </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify">E&#8217; importante per l&#8217;esperto chiamato ad attestare il piano far riferimento alle best practice individuate dalla migliore dottrina e, ove possibile, da principi contabili. </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify"><strong>Pietro Mazzola</strong> nel suo &#8220;Il piano industriale&#8221;, Milano, Università Bocconi Editore, 2003 analizza il ruolo dell&#8217;esperto nella valutazione ed evidenzia come il giudizio di ragionevolezza di un piano economico-finanziario dovrà tenere conto in particolar modo di 3 aspetti:</p>
<ul style="margin-top: 0cm;text-align: justify" type="disc">
<li>l&#8217;<strong>attendibilità</strong> del piano stesso, ossia la compatibilità e la coerenza esistente tra le caratteristiche dell&#8217;ambiente economico di riferimento dell&#8217;impresa e le <em>assumptions</em> formulate a fondamento delle proiezioni reddituali, patrimoniali e finanziarie;</li>
<li>la <strong>realizzabilità</strong> del piano nel raggiungere i principali obiettivi, tenuto conto della situazione di partenza;</li>
<li>la <strong>visibilità</strong> del piano, ossia la percezione dell&#8217;esistenza di buone probabilità di successo.</li>
</ul>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify">Questo processo valutativo è stato successivamente ripreso e fatto proprio da <strong>Marco Reboa</strong> nell&#8217;articolo &#8220;Le operazioni di leveraged by out e l&#8217;art. 2501-bis: prime considerazioni&#8221;, Rivista dei dottori commercialisti, 6/2003. </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify">Il professionista, nell&#8217;esprimere il suo giudizio sul piano, non potrà inoltre non tenere in considerazione il documento <strong>ISAE 3400</strong>, denominato &#8220;<em>The examination of prospective financial information&#8221;</em>; che individua gli standard e le <em>best practice</em> di riferimento nel processo di verifica di informazioni finanziarie prospettiche e detta le linee guida generali per le verifiche da effettuare nella valutazione di informazioni e dati relativi all&#8217;evoluzione futura della gestione dell&#8217;impresa. Per chi fosse interessato ad approfondire rimando all&#8217;interessante articolo di <strong>Patrizia Riva</strong> &#8220;<em>La revisione dei dati prospettici secondo l&#8217;ISAE 3400&#8243;, <a href="http://www.ilfallimento.it/dottrina">www.ilfallimento.it/dottrina</a>.</em> </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify">L&#8217;esperto dovrà possedere un adeguato livello di competenza e conoscenza del settore in cui opera l&#8217;azienda, così da poter esprimere il giudizio richiestogli sulle ipotesi formulate dagli amministratori.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify">La difficoltà principale, ancor più evidente in caso di azienda in crisi, consiste nell&#8217; esprimere un parere su risultati futuri, così come illustrati nel piano, che non hanno ancora avuto concreta attuazione e sono il frutto di proiezioni e attese degli amministratori.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fandreapanato.postilla.it%2F2010%2F03%2F08%2Fla-valutazione-del-piano-aziendale-alcuni-riferimenti-tra-prassi-e-dottrina%2F&amp;linkname=La%20valutazione%20del%20piano%20aziendale%3A%20alcuni%20riferimenti%20tra%20prassi%20e%20dottrina."><img src="http://andreapanato.postilla.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Tutti in attesa del I-Tablet della Apple di Steve Jobs: cambierà il nostro modo di leggere, studiare, lavorare?</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 12:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Tablet di Apple: tutti in attesa della presentazione che avverrà alle 19.00 di questa sera, ma la domanda vera è: cambierà il nostro modo di vivere e lavorare?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-273" src="http://andreapanato.postilla.it/files/2010/01/apple_tablet_1.jpg" alt="apple tablet 1 Tutti in attesa del I Tablet della Apple di Steve Jobs: cambierà il nostro modo di leggere, studiare, lavorare?" width="294" height="200" title="Tutti in attesa del I Tablet della Apple di Steve Jobs: cambierà il nostro modo di leggere, studiare, lavorare?" />L&#8217;evento mediatico è assicurato: tutti in attesa della presentazione che avverrà alle 19.00 di questa sera, ma la domanda vera è: cambierà il nostro modo di vivere e lavorare?</p>
<p>Le indiscrezioni raccolte in rete parlano di una evoluzione del software dell&#8217; <strong>Iphone / Ipod touch</strong>.</p>
<p>La principale novità oltre alle dimensioni dovrebbe essere rappresentata dalla possibilità di utilizzarlo come lettore di Ebook. Se si ripropone quanto avvenuto con la musica, <strong>l&#8217;editoria</strong> si trova di fronte ad un cambiamento radicale, già in atto d&#8217;accordo, ma subirà una accellerata notevole.<br />
In molti mi hanno contattato per pensare a contenuti per prodotti come questo, ne parlavo proprio lunedì anche con il mio editore. Qualcuno spaventato, qualcuno elettrizzato dalle possibilità che possono aprirsi per un mercato che oggi è paralizzato dalla paura di cambiare.</p>
<p>Potrebbe rappresentare una svolta per tutte le attività legate all&#8217;aggiornamento e <a href="http://www.studiopanato.it/corsi-formazione-commercialista.htm"><strong>formazione professionale</strong></a>: libri, slide, podcast, video.</p>
<p>Per non parlare della comodità di ricevere <strong>i giornali</strong> direttamente sul tablet senza essere vittima dei costanti ritardi delle copie in abbonamento.</p>
<p>Quali effetti poi per l&#8217;editoria scolastica?</p>
<p>Differente il discorso per la narrativa: probabilmente il piacere di leggere un buon vecchio libro e di fare colazione nel we sfogliando un quotidiano almeno nel mio caso saranno dure a morire, ma in settimana e per lavoro il tablet conquisterà facilmente consensi. </p>
<p><strong>La velocità del cambiamento</strong> dipenderà comunque da alcuni <strong>vincoli tecnologici e di mercato</strong>:</p>
<ul>
<li>costo del tablet;</li>
<li>costo di connessione e disponibilità di wi-fi gratuito;</li>
<li>disponibilità di una libreria sufficientemente ampia;</li>
<li>durata delle batterie (grossa pecca dell&#8217;attuale iphone); </li>
<li>tecnologia che consenta di non affaticare la vista durante la lettura. </li>
</ul>
<p>Il cambiamento già c&#8217;è. Questa sera ne misureremo solo la velocità.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fandreapanato.postilla.it%2F2010%2F01%2F27%2Ftutti-in-attesa-del-i-tablet-della-apple-di-steve-jobs-cambiera-il-nostro-modo-di-leggere-studiare-lavorare%2F&amp;linkname=Tutti%20in%20attesa%20del%20I-Tablet%20della%20Apple%20di%20Steve%20Jobs%3A%20cambier%C3%A0%20il%20nostro%20modo%20di%20leggere%2C%20studiare%2C%20lavorare%3F"><img src="http://andreapanato.postilla.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>La valutazione di una centrale eolica: l’incognita ICI</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2010/01/11/valutazione-centrale-eolica-incognita-ici/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 08:04:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Impresa]]></category>

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		<category><![CDATA[ici impianti eolici]]></category>

		<category><![CDATA[valutare azienda eolica]]></category>

		<category><![CDATA[valutazione azienda energia eolica]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ Italia sempre di più si sta rivolgendo ad energie alternative per soddisfare il proprio fabbisogno interno. 
A fronte di una ampia diffusione di centrali eoliche nel nostro paese, sicuramente grazie agli importanti incentivi pubblici erogati sotto forma di certificati verdi, non sempre l’imprenditore ha a che fare con un sistema normativo chiaro ed univoco.
In caso di valutazione di Aziende operanti nel settore dell’energia eolica l'imponibilità ICI degli impianti diventa un problema non banale che il perito dovrà affrontare. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2009 si è chiuso con una potenza eolica efficiente di 4.850 MW, di cui 1.114 MW installati nell&#8217;ultimo anno. Questi dati consentono all&#8217;Italia di rimanere terzo Paese in Europa e sesto nel mondo per produzione di energia da fonti eoliche.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-245" src="http://andreapanato.postilla.it/files/2010/01/centrale_eolica.png" alt="centrale eolica La valutazione di una centrale eolica: l’incognita ICI" width="212" height="301" title="La valutazione di una centrale eolica: l’incognita ICI" />L’ Italia sempre di più si sta rivolgendo ad energie alternative per soddisfare il proprio fabbisogno interno.</p>
<p>A fronte di una ampia diffusione di centrali eoliche nel nostro paese, sicuramente grazie agli importanti incentivi pubblici erogati sotto forma di <strong>certificati verdi</strong>, non sempre l’imprenditore ha a che fare con un sistema normativo chiaro ed univoco.</p>
<p>Se i recenti orientamenti dell’Amministrazione finanziaria fossero confermati, i titolari di diritti reali su impianti eolici e fotovoltaici si vedrebbero costretti a fronteggiare un maggior carico tributario, derivante dall’imposizione <strong>Ici</strong>.</p>
<p><strong>La risoluzione 3/T/2008 dell’Agenzia del Territorio</strong> afferma che gli impianti eolici e fotovoltaici sono da considerarsi alla stregua di “opifici”, con conseguente accatastamento nella categoria D/1. Ciò comporterebbe un maggior imponibile ai fini Ici e un maggior onere in termini di imposizione indiretta all’atto del trasferimento o dell’utilizzo del diritto reale. Stessa conclusione a cui sono giunte <strong>le circolari 4/T/2006 e 14/T/2007</strong> con specifico riferimento agli impianti eolici.</p>
<p>L’orientamento della giurisprudenza e della migliore dottrina appare invece incerto. <strong>La CTP</strong><strong> di Bologna, con sentenza 11/2009</strong>, con riferimento ad una centrale eolica, ha bocciato la tesi dell’Agenzia del Territorio, individuando la corretta classificazione catastale nella categoria E, il che comporterebbe l’esenzione dall’Ici ai sensi dell’art. 7 c. 1 del D. Lgs. 504/92.</p>
<p>Una parte autorevole della dottrina, inoltre, è concorde nel ritenere che in presenza di impianti di energia rinnovabile non si sarebbe in presenza di unità immobiliari soggette ad obbligo di accatastamento in quanto il terreno su cui l’impianto è ubicato svolge una funzione di mero supporto materiale, non contribuendo minimamente nel processo di produzione dell’energia, e senza che ne venga alterata in alcun modo la destinazione d’uso per il semplice posizionamento su di esso dell’impianto stesso.</p>
<p>Inutile dire che in caso di <strong><a title="Valutazione azienda energia eolica" href="http://www.studiopanato.it/">valutazione di Aziende operanti nel settore dell’energia eolica </a></strong>questo diventa un problema che il perito dovrà affrontare. In ipotesi di valutazione mediante il metodo finanziario di attualizzazione dei flussi, l’incidenza di un aggravio di tassazione può risultare non banale.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fandreapanato.postilla.it%2F2010%2F01%2F11%2Fvalutazione-centrale-eolica-incognita-ici%2F&amp;linkname=La%20valutazione%20di%20una%20centrale%20eolica%3A%20l%E2%80%99incognita%20ICI"><img src="http://andreapanato.postilla.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Professionisti e social network: twitter, facebook, linkedin, friendfeed</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2009/12/09/professionisti-e-social-network-twitter-facebook-linkedin-friendfeed/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 08:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Management]]></category>

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		<category><![CDATA[valutazione azienda]]></category>

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		<description><![CDATA[La forza di internet, se usata bene, è che può aiutarci molto a capire chi siamo e chi vogliamo diventare. È importante usare i contributi che la rete può fornirci per ridisegnare il nostro studio professionale, per verificare e rimodulare le nostre strategie, per restare aggiornati su alcuni temi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi hanno chiesto di tenere una lezione con questo titolo presso il Tribunale di Milano. Non è di certo la mia materia, ma la proposta mi ha subito intrigato. </p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-226" src="http://andreapanato.postilla.it/files/2009/12/progetto2.jpg" alt="progetto2 Professionisti e social network: twitter, facebook, linkedin, friendfeed" width="234" height="150" title="Professionisti e social network: twitter, facebook, linkedin, friendfeed" />E&#8217; <strong>una bella occasione di confronto con altri professionisti</strong> e farla ad inizio 2010 rappresenta anche per me un modo per fare il punto sulla mia presenza on line. </p>
<p>Web 2.0, social network, ecc&#8230; sono solo strumenti, al centro della riflessione dovrebbero stare gli obiettivi, integrando l&#8217;on line con l&#8217;off line. Questi sono anni di <strong>grandi cambiamenti</strong> e la crisi non è stato altro che un potente acceleratore anche delle dinamiche interne ed esterne agli studi professionali. Dobbiamo riprendere a <strong>pensare come start up</strong>, ridisegnare gli obiettivi, gli strumenti ed i contorni dei nostri studi. </p>
<p>La forza di internet, se usata bene, è che può aiutarci molto a capire chi siamo e chi vogliamo diventare. È importante usare i contributi che la rete può fornirci per <strong>ridisegnare il nostro studio professionale</strong>, per verificare e rimodulare le nostre strategie, per restare aggiornati su alcuni temi. </p>
<p>I social network non devono essere usati semplicemente come media (comunicazione unidirezionale) ma la loro forza deriva dal riuscire a fare conversazioni. E&#8217; incredibile la ricchezza dei suggerimenti e delle proposte che possono arrivare dalla rete.</p>
<p>Ho già affrontato questo argomento sul <a href="http://consulenza-pmi.blogspot.com/2009/11/sorprendenti-twitter-facebook-linkedin.html">mio blog</a>, ma credo sia utile anche qui riproporre qualche esempio di utilizzo dei vari social network. Sono esempi un pò autoreferenziali, sicuramente a volte banali ma credo utili. </p>
<ul>
<li><strong>Twitter</strong>: un collega di Venezia mi segnala una interessante sentenza relativa alla &#8220;<a href="http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/1883.pdf">Falcidia dei crediti tributari senza transazione fiscale</a>&#8220;. Dovrò aggiornare sul punto anche il blog del libro su <a href="http://periziedistima.blogspot.com/"><strong>LE PERIZIE DI STIMA e le operazioni straordinarie</strong></a>; Ci siamo incontrati qualche giorno fa ad<strong> </strong>un mio <strong>convegno presso l&#8217;Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Venezia. </strong>Non solo ho avuto il piacere di conoscere un valido professionista, ma l&#8217;incontro ed il clima informale (con il corollario di domande e quesiti) ha contribuito al successo dell&#8217;evento. La stessa cosa più o meno si è verificata a Parma un mese fa con un altro collega, complice quella volta <strong>facebook</strong>.</li>
<li><strong>Friendfeed:</strong> sono stato invitato ad un we informale per discutere sulle novità del 2010. Fanno parte del gruppo imprenditori, analisti finanziari, giornalisti, docenti universitari, esperti di web mktg, ecc. Riflettere e ripensare la nostra strategia è sempre molto stimolante, soprattutto se lo si fa attraverso lenti diverse dalle nostre. La qualità dei partecipanti sgombra il campo da dubbi su social network e perdita di tempo.</li>
<li><strong>Linkedin</strong>: un pò in sonno il gruppo Ridisegnare l&#8217;impresa. Interessante però che al dibattito sul mio post su <a href="http://andreapanato.postilla.it/2009/10/26/t-holding-confindustria-le-pmi-e-la-crisi/"><strong>T HOLDING: opportunità per le imprese in crisi</strong> </a>abbia partecipato attivamente un importante professore di diritto tributario. E&#8217; stato quindi possibile confrontarsi con persone estremamente preparate senza filtri.</li>
<li><strong>Facebook:</strong> un pò in sordina la mia presenza, ma la pagina del libro <a href="http://www.facebook.com/home.php#/pages/Le-Perizie-di-Stima-e-la-Valutazione-dazienda/41657552162"><strong>LE PERIZIE DI STIMA</strong> </a>ha superato i 150 fan. Alcuni tra loro hanno usato il libro e la pagina di facebook per preparare la tesi, scambiarsi consigli e chiedermi qualche suggerimento. Bella sensazione ricevere i ringraziamenti dai primi laureati.</li>
</ul>
<p>Sono solo alcuni esempi. I SN potrebbero stimolare la nascita di <strong>comunità di pratica</strong> su alcuni temi specifici, già oggi facilitano incontri tra professioni economico/giuridiche che scoprono sempre di più nuovi punti di incontro. Certo bisogna sempre ricordare che come in tutte le relazioni, anche quelle on line si mantengono solide se si basano su <strong>correttezza, riservatezza e professionalità</strong>.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fandreapanato.postilla.it%2F2009%2F12%2F09%2Fprofessionisti-e-social-network-twitter-facebook-linkedin-friendfeed%2F&amp;linkname=Professionisti%20e%20social%20network%3A%20twitter%2C%20facebook%2C%20linkedin%2C%20friendfeed"><img src="http://andreapanato.postilla.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Concordato preventivo: opportunità o minaccia alla libera concorrenza?</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2009/11/18/concordato-preventivo-opportunita-o-minaccia-alla-libera-concorrenza/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 15:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[accordi ristrutturazione debiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’ultimo anno lo strumento del concordato preventivo è tornato di gran moda, complice una crisi pesante, sia finanziaria sia strutturale. E’ infatti in crescita il numero di concordati preventivi chiusi con percentuali di rimborso dei creditori molto basse. 
Un conto però è preservare una realtà produttiva, solo occasionalmente o incidentalmente in difficoltà finanziaria, un conto è utilizzare il concordato come strumento per ottenere sconti forzati dai fornitori, in palese contrasto con il principio della libera concorrenza...

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;margin: 6pt 0cm">Nell&#8217;ultimo anno <strong>lo strumento del concordato preventivo è tornato di gran moda</strong>, complice una crisi pesante, sia finanziaria sia strutturale. E&#8217; infatti in crescita il numero di concordati preventivi chiusi con percentuali di rimborso dei creditori molto basse.</p>
<p style="margin: 6pt 0cm">La filosofia del nuovo <strong>concordato preventivo</strong> e degli <strong>accordi di ristrutturazione dei debiti</strong> è volta a soddisfare l&#8217;esigenza di favorire il risanamento aziendale e ridurre i casi di fallimento, attraverso uno strumento normativo caratterizzato dalla massima varietà delle forme e della tutela delle iniziative non fraudolente.</p>
<p style="margin: 6pt 0cm">Le nuove soluzioni alle crisi d&#8217;impresa proposte dalla riforma del Fallimento chiedono inoltre al <strong>professionista</strong> di svolgere <strong>un ruolo nuovo e importante</strong> e hanno posto l&#8217;impresa al centro del sistema normativo al fine di conservarne il valore e di tutelare gli interessi dei creditori e della collettività anche dando ampio spazio all&#8217;autonomia privata come strumento di salvezza dell&#8217;impresa.</p>
<p style="margin: 6pt 0cm">Prima di tentare un risanamento è infatti necessario valutare che l&#8217;impresa, che non è in grado di soddisfare regolarmente i propri creditori, abbia concrete possibilità di eliminare le cause della difficoltà per la natura specifica della crisi e abbia la disponibilità di risorse finanziarie adeguate al suo superamento.</p>
<p style="margin: 6pt 0cm"> Pensato come soluzione ultima prima del fallimento, sempre più spesso si ha notizia di un <strong>uso distorto del concordato</strong> da parte di società che, per superare le difficoltà economiche in cui versano, propongono un concordato al 10 -15% del debito e poi, magari, riprendono ad operare sul mercato mediante una newco.</p>
<p style="margin: 6pt 0cm">E&#8217; di questi giorni la richiesta di Confindustra di interventi per fermare <strong>una tendenza che rischia di dilagare in palese contrasto con il principio della libera concorrenza. </strong>È evidente infatti che un conto è preservare una realtà produttiva, solo occasionalmente o incidentalmente in difficoltà finanziaria, un conto è utilizzare il concordato come strumento per ottenere sconti forzati dai fornitori.</p>
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		<title>E-commerce e fisco</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2009/11/09/e-commerce-e-fisco/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 07:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Commercio e fiscalità internazionale]]></category>

		<category><![CDATA[Impresa]]></category>

		<category><![CDATA[business plan]]></category>

		<category><![CDATA[commercio elettronico]]></category>

		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>

		<category><![CDATA[fisco]]></category>

		<category><![CDATA[incubatore]]></category>

		<category><![CDATA[iva ecommerce]]></category>

		<category><![CDATA[neoimprenditore]]></category>

		<category><![CDATA[newco]]></category>

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		<description><![CDATA[Una recente risoluzione dell’agenzia entrate illustra brevemente una analisi del regime fiscale delle attività di e-commerce indiretto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo una interessante risoluzione dell&#8217;Agenzia delle Entrate, che  <strong>rappresenta una breve analisi del regime fiscale delle attività di e-commerce indiretto</strong>.</p>
<p>Pur rappresentando un chiarimento in merito alla <strong>procedura di reso nella vendita per corrispondenza</strong>, la <strong>risoluzione n. 274/E</strong> del 5 novembre, in risposta a un&#8217;istanza di interpello presentata da una società leader nel settore dell&#8217;abbigliamento che intende avviare l&#8217;attività di vendita on line dei propri prodotti, può essere utile come sintesi autorevole dei principali adempimenti fiscali cui deve adempiere chi voglia iniziare una attività di vendita on line di beni materiali ovvero una attività di commercio elettronico indiretto.<br />
 <br />
Spesso l&#8217;attività di E-commerce viene sottovalutata dall&#8217;aspirante imprenditore, necessita di pianificazione, attenzione alla scelta del software e dei partner forse più di altre attività. E&#8217; fondamentale predisporre un <a href="http://andreapanato.postilla.it/2009/06/25/un-business-plan-per-diventare-imprenditori/" target="_blank">business plan</a>, magari sfruttando l&#8217;aiuto di strutture pubbliche o incubatori.</p>
<p><a href="http://andreapanato.postilla.it/2009/07/15/non-innamorarti/" target="_blank">L&#8217;imprenditore deve evitare di innamorarsi della sua idea</a>, ma testarla, verificarla per evitare di incorrere in spiacevoli sorprese.</p>
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		</item>
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		<title>T-holding: Confindustria, le PMI e la crisi</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2009/10/26/t-holding-confindustria-le-pmi-e-la-crisi/</link>
		<comments>http://andreapanato.postilla.it/2009/10/26/t-holding-confindustria-le-pmi-e-la-crisi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 09:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Finanza e controllo di gestione]]></category>

		<category><![CDATA[Management]]></category>

		<category><![CDATA[conferimento]]></category>

		<category><![CDATA[confindustria]]></category>

		<category><![CDATA[garanzie patrimoniali]]></category>

		<category><![CDATA[imprese in crisi]]></category>

		<category><![CDATA[mantova]]></category>

		<category><![CDATA[perizia conferimento]]></category>

		<category><![CDATA[pmi banca]]></category>

		<category><![CDATA[pmi holding]]></category>

		<category><![CDATA[t holding]]></category>

		<category><![CDATA[tutela patrimonio]]></category>

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		<description><![CDATA[Confindustria lancia il progetto T-Holding per le piccole e medie imprese. Le risorse a disposizione sono scarse. Ci sentiamo davvero di spostare risorse dagli incentivi alle imprese ad un progetto del genere? Cosa ne pensate?
La notizia
Confindustria lancia il progetto T-Holding per le piccole e medie imprese. &#8220;T&#8221; sta per tutela ed il disegno si rivolge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Confindustria lancia il progetto T-Holding per le piccole e medie imprese. Le risorse a disposizione sono scarse. Ci sentiamo davvero di spostare risorse dagli incentivi alle imprese ad un progetto del genere? Cosa ne pensate?<br />
<strong>La notizia<br />
</strong>Confindustria lancia il progetto T-Holding per le piccole e medie imprese. &#8220;T&#8221; sta per tutela ed il disegno si rivolge a quel milione di piccole imprese che, secondo quanto riferito oggi dal presidente della Piccola industria di Confindustria Giuseppe Morandini, rischia di essere travolto in modo irreparabile dalla crisi ma anche a quelle in cerca di nuovi percorsi di sviluppo.</p>
<p><strong>La sintesi del progetto</strong></p>
<p>L&#8217;imprenditore conferisce l&#8217;azienda ad una T-Holding diventandone socio, garantendosi il valore patrimoniale e liberandosi delle garanzie personali. </p>
<p><strong>Cosa Confindustria chiede al Governo</strong></p>
<ul>
<li>La creazione di un fondo a capitale pubblico-privato con 2 miliardi di euro di disponibilità che investa solo ed esclusivamente in queste operazioni di aggregazioni;</li>
<li>Il rafforzamento dei bonus aggregazioni e patrimonializzazione già esistenti;</li>
<li>L&#8217;accesso diretto al Fondo di garanzia, già costituito e la possibilità per le banche di godere di un trattamento fiscale agevolato sulle eventuali partcipazioni al capitale delle T-Holding.</li>
</ul>
<p><strong>Qualche riflessione  <br />
</strong><strong>Sul metodo</strong></p>
<p>Mi sarebbe piaciuto trovare il progetto formalizzato sul sito di CONFINDUSTRIA. Ciò avrebbe aiutato a dare forza, credibilità e a sviluppare la conversazione. Il rischio è di ricadere nel solito effetto annuncio.  </p>
<p><strong> </strong><strong>Sul merito</strong></p>
<p>A caldo rilevo alcune criticità del progetto, alcune già evidenziate in alcuni interessanti commenti in rete (<a href="http://www.cyberdany.com/blog/?p=2408">Daniele</a>, <a href="http://womaninbusiness.splinder.com/post/21568270/T-Holding">Barbara</a>)<strong> </strong></p>
<ul>
<li>1. chi sceglie quali imprenditori possono partecipare al progetto? Ricordiamo che sono aziende per definizione in forte crisi finanziaria.</li>
<li>2. chi sceglie i valori di conferimento?</li>
<li>3. Corporate Governance della T holding: l&#8217;imprenditore avrà ancora voce in capitolo nella gestione o avrà solo una quota di minoranza? Se si <strong>crediamo davvero che l&#8217;imprenditore rinuncerà alla sua azienda così facilmente?</strong> Forse solo l&#8217;imprenditore disperato che vuole salvare casa, ma allora quale convenienza per il fondo?</li>
<li>4. Come scegliere i manager che gestiranno la T holding? Li nomina il fondo pubblico/privato con tutti i rischi ed i limiti di una tale struttura?</li>
<li>5. Il nuovo manager dovrà poi decidere su licenziamenti e razionalizzazioni produttive. Il fatto che sia di nomina pubblica non faciliterà l&#8217;operazione</li>
</ul>
<p>In ultimo ricordiamo che le risorse a disposizione sono scarse. <strong>Ci sentiamo davvero di spostare risorse dagli incentivi alle imprese ad un progetto del genere? Ricordiamoci poi che stiamo parlando di PMI con tutti i limiti del caso e soprattutto di aziende non quotate in borsa.</strong> </p>
<p>Il vero problema è chi decide quando investire e dove investire. Difficile convincere i privati ad investire forzatamente in una <strong>T-holding</strong> che raccoglie solo imprese in crisi (se ci fosse convenienza ci penserebbe il mercato). Drammatico se si pensa ad un fondo statale. Resto dell&#8217;idea di far funzionare gli strumenti che ci sono, aumentare la spesa in infrastrutture, aumentare gli incentivi alle imprese per ricerca ed innovazione.  </p>
<p>Bisogna semplificare, non aggiungere strumenti a strumenti e dimenticarci di farli funzionare&#8230;.</p>
<p>PS come procede la moratoria bancaria? sono state poi potenziate le garanzie dei confidi? ecc.. </p>
<p>Cosa ne pensate?</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Le PMI ed il ruolo dei Confidi.</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2009/10/21/le-pmi-ed-il-ruolo-dei-confidi/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 13:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Finanza e controllo di gestione]]></category>

		<category><![CDATA[Finanziamenti agevolati]]></category>

		<category><![CDATA[Management]]></category>

		<category><![CDATA[banca]]></category>

		<category><![CDATA[confidi]]></category>

		<category><![CDATA[consulenza pmi]]></category>

		<category><![CDATA[crisi impresa]]></category>

		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>

		<category><![CDATA[imprenditore]]></category>

		<category><![CDATA[Impresa]]></category>

		<category><![CDATA[piccolo imprenditore]]></category>

		<category><![CDATA[pmi]]></category>

		<category><![CDATA[ristrutturazione del debito]]></category>

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		<description><![CDATA[Per una PMI iscriversi ad un Confidi può non solo essere interessante dal punto di vista della riduzione del costo del denaro, ma può anche rappresentare un momento di analisi e revisione dei rapporti con il sistema bancario. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I consorzi di garanzia collettiva fidi (<strong>confidi</strong>) sono enti senza scopo di lucro che associano imprese artigiane, commerciali, cooperative e piccole e medie imprese industriali e dei servizi, ed esercitano l&#8217;attività di:</p>
<ul>
<li>prestazione di <strong>garanzie collettive</strong>, di norma pari al 50% dell&#8217;importo del finanziamento, per favorire la concessione di finanziamenti da parte di aziende e istituti di credito, di società di locazione finanziaria, alle imprese associate;</li>
<li><strong>Informazione, consulenza e assistenza creditizia</strong> alle imprese associate, connessa e complementare alla garanzia, per il reperimento e il miglior utilizzo delle fonti finanziarie, nonché per il miglioramento della gestione finanziaria;</li>
</ul>
<p>Per una PMI iscriversi ad un Confidi può non solo essere interessante dal punto di vista della riduzione del costo del denaro, ma può anche rappresentare un momento di analisi e revisione dei rapporti con il sistema bancario.</p>
<p>Di fronte ad una crisi come quella che stiamo affrontando è indispensabile per una impresa monitorare costantemente la sua posizione finanziaria. In particolare suggeriamo di:</p>
<ul>
<li><strong>avere copia di tutti i contratti firmati con la banca e con le società di leasing;</strong></li>
<li>avere copia dei contratti relativi a <strong>garanzie prestate</strong> e monitorarne la cancellazione una volta pagato il debito (spesso non avviene e in centrale rischi rimane una situazione inquinata)</li>
<li>ridurre il più possibile i debiti a breve consolidandoli e trasformandoli in debiti a medio/lungo (periodicamente esistono anche agevolazioni delle varie camere di commercio che aiutano a <strong>consolidare il debito</strong>)</li>
<li>aderire ad un <strong>consorzio fidi</strong> (concede garanzie per l&#8217; impresa, aiuta a ridurre i tassi passivi, fornisce consulenza finanziaria)</li>
<li><strong>monitorare le esigenze finanziarie dell&#8217;impresa e se rilevanti della famiglia</strong>. nell&#8217;impresa familiare anche di medie dimensioni spesso la strategia di impresa è fortemente condizionata dalla famiglia. Ideale predisporre un<strong>piano finanziario</strong>.</li>
<li><strong>monitorare periodicamente (soprattutto in situazione di difficoltà finanziaria)il valore delle proprietà immobiliari.</strong> Spesso i capannoni risultano difficili da vendere e non sono la riserva di potenziale liquidità sperata.</li>
</ul>
<p>Sono suggerimenti in qualche caso banali ma che nella pratica si rilevano utili.</p>
<p>I Confidi possono essere uno strumento utile per far crescere soprattutto nella piccola impresa una maggiore cultura finanziaria e di attenzione ai rapporti con il mercato del credito.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>In Liquidazione senza l’intervento del notaio.</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2009/10/19/in-liquidazione-senza-l%e2%80%99intervento-del-notaio/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 10:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Contabilità, bilancio e revisione]]></category>

		<category><![CDATA[Finanza e controllo di gestione]]></category>

		<category><![CDATA[costo notaio]]></category>

		<category><![CDATA[liquidazione oic 5]]></category>

		<category><![CDATA[notaio liquidazione]]></category>

		<category><![CDATA[perizia fusione]]></category>

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		<description><![CDATA[La riforma del diritto societario e l'approvazione del principio contabile OIC 5 hanno ridefinito almeno in parte la procedura di messa in liquidazione con alcune interessanti novità che, eliminando i costi notarili, semplificano gli adempimenti burocratici e riducono i relativi oneri per le imprese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt">La riforma del diritto societario e l&#8217;approvazione del <strong><a title="Liquidazione OIC 5" href="http://www.slideshare.net/commercialista/liquidazione-oic-5-presentation" target="_blank">principio contabile OIC 5</a></strong> hanno ridefinito almeno in parte la procedura di messa in liquidazione con alcune interessanti novità.</p>
<p style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt">Il verbale per la nomina e la revoca dei liquidatori nell&#8217;ambito delle società a responsabilità limitata non necessita dell&#8217;intervento del notaio ove la messa in liquidazione rappresenti un obbligo di legge. Ciò a condizione che, contestualmente alla nomina dei liquidatori, i soci non intendano modificare l&#8217;atto costitutivo o i poteri attribuiti ai liquidatori dallo stesso. L&#8217;assemblea dei soci delibera con le maggioranze previste per le modifiche dell&#8217;atto costitutivo. </p>
<p>Questa evoluzione normativa (come altre di cui siamo in attesa e di cui abbiamo già accennato relativamente alla <a title="perizia fusione scissione concambio" href="http://andreapanato.postilla.it/2009/10/06/fusione-e-scissione-senza-perizia-anche-le-spa/" target="_blank"><strong>perizia di concambio</strong></a>), eliminando i costi notarili, mira a semplificare gli adempimenti burocratici e ridurre i relativi oneri per le imprese.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fandreapanato.postilla.it%2F2009%2F10%2F19%2Fin-liquidazione-senza-l%25e2%2580%2599intervento-del-notaio%2F&amp;linkname=In%20Liquidazione%20senza%20l%E2%80%99intervento%20del%20notaio."><img src="http://andreapanato.postilla.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Fusione e scissione senza perizia anche le s.p.a.</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2009/10/06/fusione-e-scissione-senza-perizia-anche-le-spa/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 06:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Contabilità, bilancio e revisione]]></category>

		<category><![CDATA[Finanza e controllo di gestione]]></category>

		<category><![CDATA[concambio]]></category>

		<category><![CDATA[fusione]]></category>

		<category><![CDATA[perizia fusione]]></category>

		<category><![CDATA[perizia scissione]]></category>

		<category><![CDATA[scissione]]></category>

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		<description><![CDATA[Semplificazioni in vista per le operazioni di fusione e scissione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Semplificazioni in vista per le operazioni di fusione e scissione. </strong>Con la <strong>fusione</strong> una società (incorporante) incorpora un’altra società (incorporata) che a seguito dell’operazione si estingue. Le vecchie azioni possedute dai soci di quest’ultima vengono sostituite da azioni nella società incorporante, sulla base di un rapporto di cambio.</p>
<p>Gli articoli 2 e 4 della direttiva 2007/63/CE che il governo italiano si appresta ad introdurre nel nostro ordinamento andranno a semplificare gli adempimenti necessari per porre in essere le operazioni di fusione e scissione nelle SPA.</p>
<p><strong>La </strong><a href="http://www.periziedistima.eu" target="_blank"><span style="color: #333333"><strong>perizia di determinazione del concambio </strong></span></a><strong>non sarà più obbligatoria in presenza di decisione unanime di rinuncia da parte dei soci,</strong> analogamente a quanto oggi previsto per le Srl. Come già avvenuto nel 2008 con le modifiche normative riguardanti il conferimento, la disciplina applicabile alle Spa risulterà snellita al fine di incentivare l&#8217;utilizzo delle operazioni di finanza straordinaria senza derogare alle principali tutele a favore dei terzi.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fandreapanato.postilla.it%2F2009%2F10%2F06%2Ffusione-e-scissione-senza-perizia-anche-le-spa%2F&amp;linkname=Fusione%20e%20scissione%20senza%20perizia%20anche%20le%20s.p.a."><img src="http://andreapanato.postilla.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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