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	<title>Il Blog di Andrea Panato</title>
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	<description>Solo un altro blog Postilla - il blog dei professionisti per i professionisti</description>
	<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 06:20:00 +0000</pubDate>
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		<title>Come internet cambia il rapporto commercialista – cliente.</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 06:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Uno dei maggiori ostacoli alla comunicazione tra il commercialista ed il cliente è l’eccesso di produzione di notizie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Ieri mentre giocavo con l&#8217;ipod <strong>mi sono reso conto di quanto internet ha cambiato il mio modo di intendere la professione</strong> (ne ho già parlato su Postilla nel post <a href="http://andreapanato.postilla.it/2009/12/09/professionisti-e-social-network-twitter-facebook-linkedin-friendfeed">Professionisti e social network: twitter, facebook, linkedin, friendfeed</a> e nel mio blog Riflessioni di un commercialista nel post <a href="http://consulenza-pmi.blogspot.com/2010/05/guardarsi-allo-specchio.html">Guardarsi allo specchio</a>) e quanto potrebbe accelerare questa evoluzione il giocattolino della apple nelle sue varie evoluzioni (iphone, ipad, ecc..).</p>
<p style="text-align: justify">Provando ad immaginare una possibile applicazione per <a href="http://www.studiopanato.it/">Studio Panato</a> mi sono reso conto di quanto il mobile ti costringa a sintetizzare e a focalizzarti.</p>
<p style="text-align: justify">Uno dei maggiori ostacoli alla comunicazione tra il commercialista (almeno del commercialista che ci mette impegno nel condividere informazioni) ed il cliente (almeno del cliente che ha voglia di leggere le newsletter) è l&#8217;eccesso di produzione di notizie.</p>
<p style="text-align: justify">Prima con il fax comunicare costava fatica (costo telefonico, stampa, invio del fax ad ogni cliente, costo orario della segretaria), oggi internet rendendo tutto più semplice ci ha spinto a fornire troppe informazioni.</p>
<p style="text-align: justify">Ecco che allora entra in scena twitter (comunicazione sintetica di pochi caratteri).</p>
<p style="text-align: justify">Il mobile forse può aiutarci ulteriormente. I limiti dello schermo devono diventare la forza dello strumento: poche informazioni, sintetiche, veloci, sempre a portata di mano.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;aspetto più entusiasmante è che forse l&#8217;applicazione la useranno in pochi, ma sicuramente del nuovo metodo di lavoro beneficerà sia l&#8217;organizzazione di studio, sia il cliente poco interessato alla tecnologia.</p>
<p style="text-align: justify">Ancora non ho le idee ben chiare, ma c&#8217;è sicuramente molto da fare.</p>
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		<title>Tremonti: la manovra, le energie rinnovabili e i certificati verdi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 06:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Contabilità, bilancio e revisione]]></category>

		<category><![CDATA[Finanza e controllo di gestione]]></category>

		<category><![CDATA[Finanziamenti agevolati]]></category>

		<category><![CDATA[certificati verdi]]></category>

		<category><![CDATA[manovra tremonti 2010]]></category>

		<category><![CDATA[manovra tremonti 2011]]></category>

		<category><![CDATA[tremonti]]></category>

		<category><![CDATA[tremonti energia]]></category>

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		<description><![CDATA[Le politiche per le energie rinnovabili soffriranno le novità normative della manovra Tremonti. L'articolo 45 elimina ogni certezza per le aziende che producono energia da fonti rinnovabili sul prezzo finale di vendita, togliendo l'obbligo per lo stato di ritirare i cosiddetti certificati verdi in eccesso: il che può comportare la non sostenibilità dei piani di investimento. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Le politiche per le energie rinnovabili soffriranno le novità normative della manovra Tremonti. L&#8217;articolo 45 elimina ogni certezza per le aziende che producono energia da fonti rinnovabili sul prezzo finale di vendita, togliendo l&#8217;obbligo per lo stato di ritirare i cosiddetti certificati verdi in eccesso: il che può comportare la non sostenibilità dei piani di investimento.</p>
<p style="text-align: justify"><strong> </strong>Il decreto legge 78/2010 (manovra correttiva) prevede:</p>
<p style="text-align: justify"> <strong>Art. 45 </strong>(<em>Abolizione obbligo di ritiro dell&#8217;eccesso di offerta di certificati verdi</em>)</p>
<ul style="text-align: justify">
<li>1. L&#8217;articolo 2, comma 149, della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 e l&#8217;art. 15, comma 1, del decreto del Ministro dello sviluppo economico 18 dicembre 2008 sono soppressi.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"> <strong>Legge 24-12-2007, n. 244</strong></p>
<p style="text-align: justify">Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008).</p>
<p style="text-align: justify"><em>(G.U. 28-12-2007, n. 300, Supplemento Ordinario)</em></p>
<p style="text-align: justify">Art.2 &lt;omissis&gt;</p>
<p style="text-align: justify">149. A partire dal 2008 e fino al raggiungimento dell&#8217;obiettivo minimo della copertura del 25 per cento del consumo interno di energia elettrica con fonti rinnovabili e dei successivi aggiornamenti derivanti dalla normativa dell&#8217;Unione europea, il GSE, su richiesta del produttore, ritira i certificati verdi, in scadenza nell&#8217;anno, ulteriori rispetto a quelli necessari per assolvere all&#8217;obbligo della quota minima dell&#8217;anno precedente di cui all&#8217;articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, a un prezzo pari al prezzo medio riconosciuto ai certificati verdi registrato nell&#8217;anno precedente dal Gestore del mercato elettrico (GME) e trasmesso al GSE entro il 31 gennaio di ogni anno.</p>
<p style="text-align: justify">&lt;omissis&gt;</p>
<p style="text-align: justify"> <strong>D.M. Ministero dello sviluppo economico 18-12-2008</strong></p>
<p style="text-align: justify">Incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ai sensi dell&#8217;articolo 2, comma 150, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.</p>
<p style="text-align: justify"><em>(G.U. 02-01-2009, n. 1, Serie Generale)</em></p>
<p style="text-align: justify"> <strong>Art. 15. - Disposizioni per la transizione dal precedente meccanismo di incentivazione ai meccanismi di cui alla legge finanziaria 2007 e alla legge finanziaria 2008 </strong></p>
<p style="text-align: justify">1. Al fine di garantire graduale transizione dal vecchio ai nuovi meccanismi di incentivazione e non penalizzare gli investimenti già avviati, nel triennio 2009-2011, entro il mese di giugno, il GSE ritira, su richiesta dei detentori, i certificati verdi rilasciati per le produzioni, riferite agli anni fino a tutto il 2010, con esclusione degli impianti di cui all&#8217;art. 9, comma 2, lettera b). La richiesta di ritiro è inoltrata dal detentore al GSE entro il 31 marzo di ogni anno del triennio 2009-2011. Il prezzo di ritiro dei predetti certificati è pari al prezzo medio di mercato del triennio precedente all&#8217;anno nel quale viene presentata la richiesta di ritiro. I certificati verdi ritirati dal GSE possono essere utilizzati dallo stesso GSE per le finalità di cui all&#8217;art. 14, commi da 1 a 3.</p>
<p style="text-align: justify">2. Fatto salvo quanto previsto dall&#8217;art. 3, comma 1, agli impianti fotovoltaici che abbiano inoltrato la domanda di autorizzazione unica di cui all&#8217;art. 12 del decreto legislativo n. 387/2003 ovvero la richiesta di autorizzazione prevista dalla vigente normativa nazionale o regionale, in data antecedente alla data di entrata in vigore della legge finanziaria 2008, è consentito l&#8217;accesso al meccanismo dei certificati verdi, applicando le disposizioni di cui al decreto ministeriale 24 ottobre 2005, nella versione vigente al 31 dicembre 2007.</p>
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		<title>Da grande farò il Notaio</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2010/05/17/da-grande-faro-il-notaio/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 06:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Finanza e controllo di gestione]]></category>

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		<category><![CDATA[affitto azienda]]></category>

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		<category><![CDATA[commercialista cessione azienda]]></category>

		<category><![CDATA[commercialista cessione quote]]></category>

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		<description><![CDATA[I commercialisti, ampliando le proprie riserve professionali, potrebbero affiancare i notai anche nella trasmissione al registro delle imprese degli atti di cessione e di affitto d'azienda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt">La commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato un emendamento al disegno di legge sulla <strong>semplificazione burocratica</strong> che, ampliandone le competenze, darà la possibilità anche ai commercialisti di inviare al registro imprese gli atti di cessione e di affitto d&#8217;azienda.</p>
<p style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt">Obiettivo della norma è andare incontro alle esigenze delle imprese di snellimento delle procedure burocratiche.</p>
<p style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt">I commercialisti, ampliando le proprie riserve professionali, potrebbero così affiancare i notai anche nella trasmissione al registro delle imprese degli <strong>atti di cessione e di affitto d&#8217;azienda</strong>. Il provvedimento segue quello sulla <strong>cessione di quote di srl</strong> che tanto ha fatto discutere negli ultimi tempi, portando a scontro frontale le due categorie.</p>
<p style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt">Rispetto alla cessione quote (soggette ad imposta di registro in misura fissa) più complessa sarà la gestione delle nuove pratiche dal punto di vista fiscale, sia per quanto riguarda l&#8217;applicazione dell&#8217;imposta di registro proporzionale, sia per la gestione del potenziale contenzioso.</p>
<p style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt">Sarà interessante osservare gli sviluppi. Questa tendenza normativa, condivisibile o meno, potrebbe portarci a rivedere l&#8217;organizzazione di studio.</p>
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		</item>
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		<title>Rivalutazione partecipazioni 2010</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2010/05/07/rivalutazione-partecipazioni-2010/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 08:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Contabilità, bilancio e revisione]]></category>

		<category><![CDATA[Finanza e controllo di gestione]]></category>

		<category><![CDATA[cessione partecipazioni]]></category>

		<category><![CDATA[cessione quote]]></category>

		<category><![CDATA[imposta sostitutiva]]></category>

		<category><![CDATA[perizia rivalutazione quote]]></category>

		<category><![CDATA[rivalutazione partecipazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;art. 2, comma 229, della legge Finanziaria 2010 stabilisce la riapertura dei termini per la rivalutazione delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati, possedute da privati alla data del 1° gennaio 2010, mediante il versamento, entro il 31 ottobre 2010, di un&#8217;imposta sostitutiva delle imposte sui redditi pari al 2% o al 4% del valore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">L&#8217;art. 2, comma 229, della legge Finanziaria 2010 stabilisce la riapertura dei termini per la rivalutazione delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati, <strong>possedute da privati alla data del 1° gennaio 2010</strong>, mediante il <strong>versamento, entro il 31 ottobre 2010</strong>, di un&#8217;imposta sostitutiva delle imposte sui redditi pari al <strong>2% o al 4%</strong> del valore rideterminato delle partecipazioni.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Imposta sostitutiva</strong></p>
<p style="text-align: justify">La rivalutazione è subordinata al pagamento di un&#8217;imposta sostitutiva:</p>
<p style="text-align: justify">- del <strong>2% per le partecipazioni non qualificate</strong>;</p>
<p style="text-align: justify">- del <strong>4% per le partecipazioni qualificate</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;imposta sostitutiva può essere versata in un&#8217;unica soluzione o in tre rate annuali di uguale importo soggette, in questo caso, all&#8217;interesse annuo del 3%.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Calcolo di convenienza</strong></p>
<p style="text-align: justify">La rivalutazione delle partecipazioni così come prevista dalla Finanziaria 2010 consente di rideterminare il valore fiscalmente riconosciuto delle partecipazioni possedute consentendo molto spesso di <strong>ridurre in modo significativo la tassazione</strong> in caso di cessione delle stesse.</p>
<p style="text-align: justify">Ricordiamo che, mentre l&#8217;imposta ordinaria ha come base imponibile la sola plusvalenza (differenza tra valore di cessione e costo storico), l&#8217;imposta sostitutiva deve essere applicata sull&#8217;intero valore rivalutato risultante dalla perizia di stima (valore presunto di mercato) e non sulla differenza tra il valore rivalutato e il costo storico delle partecipazioni.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Perizia </strong></p>
<p style="text-align: justify">La rivalutazione è subordinata alla redazione di una <strong><a href="http://www.periziedistima.eu/">perizia giurata di stima</a></strong> redatta da soggetti iscritti all&#8217;Albo dei <a href="http://www.dottorecommercialista.eu/">dottori commercialisti</a>, dei ragionieri e periti commerciali, nonché nell&#8217;elenco dei revisori contabili;</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;esperto dovrà asseverare la perizia entro il <strong>31 ottobre 2010</strong>, in concomitanza con la scadenza per il versamento dell&#8217;imposta sostitutiva o della prima rata della stessa.</p>
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		<title>Bilancio 2009: come gestire il rapporto con la Banca</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2010/04/29/bilancio-2009-come-gestire-il-rapporto-con-la-banca/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 11:23:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Finanza e controllo di gestione]]></category>

		<category><![CDATA[Management]]></category>

		<category><![CDATA[amministratore srl]]></category>

		<category><![CDATA[banca]]></category>

		<category><![CDATA[bilancio 2009]]></category>

		<category><![CDATA[bilancio 2010]]></category>

		<category><![CDATA[massimo scoperto]]></category>

		<category><![CDATA[perdite 2009]]></category>

		<category><![CDATA[rinnovo fidi]]></category>

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		<description><![CDATA[Per molte imprese il 2009 è stato un anno difficile segnato da risultati economici poco brillanti se non da tensioni finanziarie manifeste. Gestire il rapporto con le banche può diventare quindi un momento particolarmente delicato.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Per molte imprese <strong>il 2009 è stato un anno difficile</strong> segnato da risultati economici poco brillanti se non da tensioni finanziarie manifeste. <strong>Gestire il rapporto con le banche</strong> può diventare quindi un momento particolarmente delicato.</p>
<p style="text-align: justify"> Può essere utile allegare al bilancio una breve <strong>relazione degli amministratori</strong> (anche ove questa non sia obbligatoria per legge) o integrare la <strong>Nota Integrativa</strong> con tutte quelle informazioni che si reputino necessarie a far meglio comprendere gli sforzi fatti e le prospettive della società.</p>
<p style="text-align: justify"> Starà agli amministratori decidere se rendere pubbliche queste informazioni o destinarle ai soli istituti di credito. L&#8217;obiettivo è comunque quello di integrare le informazioni standard per migliorare la comunicazione tra banca ed impresa e con essa anche il rapporto di fiducia.</p>
<p style="text-align: justify"> Ecco qualche esempio di documentazione che potrebbe essere utile fornire in allegato al <strong>Bilancio 2009</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify" type="disc">
<li>Bilancio del primo trimestre 2010 (alcune banche hanno sistemi di rating che operano anche su dati previsionali);</li>
<li>Previsionale 2010;</li>
<li>descrizione dei risultati positivi raggiunti nel 2009, evidenziando in particolare se l&#8217;azienda ha:
<ul type="circle">
<li>ottenuto risultati superiori a quelli della media di settore (fonte: stampa specializzata, associazioni di categoria, ecc..);</li>
<li>investito in ricerca e sviluppo;</li>
<li>rapporti con le università, con le associazioni di categoria, ecc;</li>
<li>sfruttato finanziamenti o bandi pubblici o altre opportunità che denotino una gestione attenta ed oculata;</li>
</ul>
</li>
<li>descrizione dei progetti in corso nel 2010.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify"> PS: Può essere opportuno chiedere prima alla Banca quali informazioni fornire per migliorare la valutazione della società. Ricordiamo che il modello di rating è proprio di ciascuna banca, con i programmi in commercio si può calcolare solo uno score di solidità finanziaria.</p>
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		<item>
		<title>Recesso del socio e valutazione quote ex art. 2473 c.c.</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2010/03/29/recesso-del-socio-e-valutazione-quote-ex-art-2473-cc/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 06:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Contabilità, bilancio e revisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella Srl il socio che recede ex art. 2473 c.c. ha diritto al rimborso del valore della propria partecipazione, determinato in proporzione al valore di mercato del patrimonio sociale al momento della dichiarazione di recesso: «&#8230; I soci che recedono dalla società hanno diritto di ottenere il rimborso della propria partecipazione in proporzione del patrimonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Nella Srl il socio che recede ex <strong>art. 2473 c.c.</strong> ha diritto al rimborso del valore della propria partecipazione, determinato in proporzione al valore di mercato del patrimonio sociale al momento della dichiarazione di recesso: «<em>&#8230; I soci che recedono dalla società hanno diritto di ottenere il rimborso della propria partecipazione in proporzione del patrimonio sociale. Esso a tal fine è determinato tenendo conto del suo valore di mercato al momento della dichiarazione di recesso; in caso di disaccordo la determinazione è compiuta tramite relazione giurata di un esperto nominato dal tribunale, che provvede anche sulle spese, su istanza della parte più diligente».<br />
</em>Posto qualche appunto sulla <a href="http://www.periziedistima.eu/"><strong>valutazione delle partecipazioni </strong></a>in caso di recesso e sull&#8217;opportunità di valutare eventuali sconti o premi viste le molte email ricevute da colleghi o studenti in tesi sull&#8217;argomento.</p>
<p style="text-align: justify">Il dettato normativo coerentemente con la miglior dottrina, pur lasciando all&#8217;esperto ampia libertà sui metodi valutativi, lo obbliga a determinare il valore della partecipazione in base a due criteri fondamentali: quello proporzionale (escludendo quindi sconti di minoranza/illiquidità o premi di maggioranza) e quello di mercato.</p>
<p style="text-align: justify">La <strong>Massima Comitato Notarile Triveneto I.H.13</strong> chiarisce infatti che l&#8217;atto costitutivo, data l&#8217;assenza di un metodo legale e univoco di valutazione delle partecipazioni, può prevedere criteri statutari volti a determinare in maniera oggettiva il valore della partecipazione. Devono invece ritenersi illegittime le clausole che determinano il valore di rimborso della partecipazione secondo criteri diversi dal valore di mercato.</p>
<p style="text-align: justify">In caso di recesso spetta quindi all&#8217;organo amministrativo predisporre una <strong>situazione patrimoniale straordinaria</strong> dalla quale emerga il valore della partecipazione determinato in proporzione al valore di mercato del patrimonio sociale riferito al momento della comunicazione del recesso.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Start up, ovvero per fare impresa devi crederci!</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2010/03/18/start-up-ovvero-per-fare-impresa-devi-crederci/</link>
		<comments>http://andreapanato.postilla.it/2010/03/18/start-up-ovvero-per-fare-impresa-devi-crederci/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 13:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Finanza e controllo di gestione]]></category>

		<category><![CDATA[Finanziamenti agevolati]]></category>

		<category><![CDATA[Management]]></category>

		<category><![CDATA[agevolazioni]]></category>

		<category><![CDATA[business plan]]></category>

		<category><![CDATA[commercialista milano]]></category>

		<category><![CDATA[contributi pubblici]]></category>

		<category><![CDATA[diventare imprenditori]]></category>

		<category><![CDATA[fare impresa]]></category>

		<category><![CDATA[iccola e media impresa]]></category>

		<category><![CDATA[start up]]></category>

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		<description><![CDATA[L'importanza del Buiness Plan, fare impresa è difficile, stimolante, a volte entusiasmante ma il mercato non regala nulla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Ultimamente incontro molti aspiranti imprenditori, vuoi per la crisi che ha lasciato a casa parecchi manager che perso il lavoro vogliono provare a fare impresa, vuoi per i buoni acquisti che oggi chi ha liquidità può permettersi di fare viste le difficoltà finanziarie di imprese anche ben posizionate sul mercato. Torniamo quindi a parlare di un argomento in parte già trattato su questo blog: <a title="start up business plan" href="http://andreapanato.postilla.it/2009/06/25/un-business-plan-per-diventare-imprenditori/">lo start up e l&#8217;importanza del business plan</a></p>
<p style="text-align: justify">Colgo l&#8217;occasione per chiarire alcuni punti:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li>se vuoi fare impresa <strong>devi avere dei soldi da investire</strong>, magari non tutti, magari solo una piccola parte del necessario, ma il socio finanziario deve capire che stai scommettendo sull&#8217;idea. <strong>se non sei convinto tu difficilmente riuscirai a convincere gli altri</strong>;</li>
<li>se vuoi fare impresa devi <strong>dedicare parecchio tempo al progetto</strong>, <a title="preparare business plan" href="http://www.studiopanato.it/business-development.htm"><strong>preparare</strong></a><strong> </strong><a title="business plan e start up" href="http://www.studiopanato.it/business-development.htm"><strong>un business plan</strong></a>, rivederlo, modificarlo, individuare il vantaggio sostenibile e disegnarci intorno l&#8217;organizzazione.</li>
<li>se vuoi fare impresa devi confrontarti, <strong>studiare, comprendere il mercato, analizzare i concorrenti</strong>.</li>
<li>se vuoi fare impresa devi essere consapevole che <strong>il <a href="http://www.dottorecommercialista.eu/">commercialista</a> può fare solo da specchio</strong>, aiutarti a trovare i punti deboli, non saprà mai più di te sul tuo progetto. Se ciò accade non val la pena buttare via tempo e soldi.</li>
<li>se vuoi fare impresa devi essere consapevole che <strong>i contributi pubblici arrivano solo dopo aver investito</strong> e che non sono mai certi. una buona idea deve stare in piedi da sola!</li>
<li>se vuoi fare impresa non devi fare troppo affidamento sul super <strong><a href="http://andreapanato.postilla.it/2009/10/26/t-holding-confindustria-le-pmi-e-la-crisi/">Fondo Italiano per la Piccola e Media Impresa o su altre iniziative simili</a></strong>, è sempre e solo l&#8217;idea a far vivere il progetto. <strong>Se l&#8217;idea è buona, investitori e fondi non si tireranno indietro.</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Fare impresa è difficile, stimolante, a volte entusiasmante ma il mercato non regala nulla. <a href="http://andreapanato.postilla.it/2009/07/15/non-innamorarti/">Non Innamorarti!</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La valutazione del piano aziendale: alcuni riferimenti tra prassi e dottrina.</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2010/03/08/la-valutazione-del-piano-aziendale-alcuni-riferimenti-tra-prassi-e-dottrina/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 07:39:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Contabilità, bilancio e revisione]]></category>

		<category><![CDATA[Finanza e controllo di gestione]]></category>

		<category><![CDATA[Impresa]]></category>

		<category><![CDATA[Management]]></category>

		<category><![CDATA[andrea arrigo panato]]></category>

		<category><![CDATA[commercialista milano]]></category>

		<category><![CDATA[concordato preventivo]]></category>

		<category><![CDATA[perizia concordato]]></category>

		<category><![CDATA[perizia fusione]]></category>

		<category><![CDATA[perizia lbo]]></category>

		<category><![CDATA[perizia ristrutturazione debiti]]></category>

		<category><![CDATA[piano aziendale]]></category>

		<category><![CDATA[ristrutturazione debiti]]></category>

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		<description><![CDATA[La riforma del diritto societario prima e la riforma del diritto fallimentare poi hanno richiesto all’esperto di porre particolare attenzione nella valutazione dei piani aziendali, siano essi di sostenibilità finanziaria di una operazione straordinaria (fusione, scissione, LBO) o di risanamento aziendale in caso di procedure minori (concordato preventivo, ristrutturazione del debito ecc..).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">La riforma del diritto societario prima e la riforma del diritto fallimentare poi hanno richiesto all&#8217;esperto di porre particolare attenzione nella valutazione dei piani aziendali, siano essi di sostenibilità finanziaria di una operazione straordinaria (fusione, scissione, LBO) o di risanamento aziendale in caso di procedure minori (concordato preventivo, ristrutturazione del debito ecc..).</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify">L&#8217;argomento è di sicuro interesse e molto attuale visti i recenti dati sulla crisi delle imprese italiane e sul <a title="concordato preventivo" href="http://www.adnkronos.com/IGN/Lavoro/Dati/Cerved-oltre-9-mila-imprese-fallite-in-Italia-nel-2009-+23_69537480.html">ricorso massiccio al concordato preventivo</a>.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify">L&#8217;argomento è già stato trattato ampiamente su <a href="http://www.periziedistima.eu">LE PERIZIE DI STIMA</a>, ma visto l&#8217;interesse suscitato recentemente in una lezione che ho tenuto per la <strong>Scuola di Specializzazione in finanza aziendale ed operazioni straordinarie della SAF</strong>, credo possa essere utile riprenderlo sinteticamente qui, aggiornandolo con alcuni riferimenti di dottrina. </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify">E&#8217; importante per l&#8217;esperto chiamato ad attestare il piano far riferimento alle best practice individuate dalla migliore dottrina e, ove possibile, da principi contabili. </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify"><strong>Pietro Mazzola</strong> nel suo &#8220;Il piano industriale&#8221;, Milano, Università Bocconi Editore, 2003 analizza il ruolo dell&#8217;esperto nella valutazione ed evidenzia come il giudizio di ragionevolezza di un piano economico-finanziario dovrà tenere conto in particolar modo di 3 aspetti:</p>
<ul style="margin-top: 0cm;text-align: justify" type="disc">
<li>l&#8217;<strong>attendibilità</strong> del piano stesso, ossia la compatibilità e la coerenza esistente tra le caratteristiche dell&#8217;ambiente economico di riferimento dell&#8217;impresa e le <em>assumptions</em> formulate a fondamento delle proiezioni reddituali, patrimoniali e finanziarie;</li>
<li>la <strong>realizzabilità</strong> del piano nel raggiungere i principali obiettivi, tenuto conto della situazione di partenza;</li>
<li>la <strong>visibilità</strong> del piano, ossia la percezione dell&#8217;esistenza di buone probabilità di successo.</li>
</ul>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify">Questo processo valutativo è stato successivamente ripreso e fatto proprio da <strong>Marco Reboa</strong> nell&#8217;articolo &#8220;Le operazioni di leveraged by out e l&#8217;art. 2501-bis: prime considerazioni&#8221;, Rivista dei dottori commercialisti, 6/2003. </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify">Il professionista, nell&#8217;esprimere il suo giudizio sul piano, non potrà inoltre non tenere in considerazione il documento <strong>ISAE 3400</strong>, denominato &#8220;<em>The examination of prospective financial information&#8221;</em>; che individua gli standard e le <em>best practice</em> di riferimento nel processo di verifica di informazioni finanziarie prospettiche e detta le linee guida generali per le verifiche da effettuare nella valutazione di informazioni e dati relativi all&#8217;evoluzione futura della gestione dell&#8217;impresa. Per chi fosse interessato ad approfondire rimando all&#8217;interessante articolo di <strong>Patrizia Riva</strong> &#8220;<em>La revisione dei dati prospettici secondo l&#8217;ISAE 3400&#8243;, <a href="http://www.ilfallimento.it/dottrina">www.ilfallimento.it/dottrina</a>.</em> </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify">L&#8217;esperto dovrà possedere un adeguato livello di competenza e conoscenza del settore in cui opera l&#8217;azienda, così da poter esprimere il giudizio richiestogli sulle ipotesi formulate dagli amministratori.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;text-align: justify">La difficoltà principale, ancor più evidente in caso di azienda in crisi, consiste nell&#8217; esprimere un parere su risultati futuri, così come illustrati nel piano, che non hanno ancora avuto concreta attuazione e sono il frutto di proiezioni e attese degli amministratori.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Tutti in attesa del I-Tablet della Apple di Steve Jobs: cambierà il nostro modo di leggere, studiare, lavorare?</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2010/01/27/tutti-in-attesa-del-i-tablet-della-apple-di-steve-jobs-cambiera-il-nostro-modo-di-leggere-studiare-lavorare/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 12:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Impresa]]></category>

		<category><![CDATA[amazon]]></category>

		<category><![CDATA[commercialista]]></category>

		<category><![CDATA[ebook]]></category>

		<category><![CDATA[ereader]]></category>

		<category><![CDATA[formazione commercialista]]></category>

		<category><![CDATA[iphone]]></category>

		<category><![CDATA[organizzazione studio professionale]]></category>

		<category><![CDATA[steve jobs]]></category>

		<category><![CDATA[tablet apple]]></category>

		<category><![CDATA[youtube commercialista]]></category>

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		<description><![CDATA[Tablet di Apple: tutti in attesa della presentazione che avverrà alle 19.00 di questa sera, ma la domanda vera è: cambierà il nostro modo di vivere e lavorare?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-273" src="http://andreapanato.postilla.it/files/2010/01/apple_tablet_1.jpg" alt="apple tablet 1 Tutti in attesa del I Tablet della Apple di Steve Jobs: cambierà il nostro modo di leggere, studiare, lavorare?" width="294" height="200" title="Tutti in attesa del I Tablet della Apple di Steve Jobs: cambierà il nostro modo di leggere, studiare, lavorare?" />L&#8217;evento mediatico è assicurato: tutti in attesa della presentazione che avverrà alle 19.00 di questa sera, ma la domanda vera è: cambierà il nostro modo di vivere e lavorare?</p>
<p>Le indiscrezioni raccolte in rete parlano di una evoluzione del software dell&#8217; <strong>Iphone / Ipod touch</strong>.</p>
<p>La principale novità oltre alle dimensioni dovrebbe essere rappresentata dalla possibilità di utilizzarlo come lettore di Ebook. Se si ripropone quanto avvenuto con la musica, <strong>l&#8217;editoria</strong> si trova di fronte ad un cambiamento radicale, già in atto d&#8217;accordo, ma subirà una accellerata notevole.<br />
In molti mi hanno contattato per pensare a contenuti per prodotti come questo, ne parlavo proprio lunedì anche con il mio editore. Qualcuno spaventato, qualcuno elettrizzato dalle possibilità che possono aprirsi per un mercato che oggi è paralizzato dalla paura di cambiare.</p>
<p>Potrebbe rappresentare una svolta per tutte le attività legate all&#8217;aggiornamento e <a href="http://www.studiopanato.it/corsi-formazione-commercialista.htm"><strong>formazione professionale</strong></a>: libri, slide, podcast, video.</p>
<p>Per non parlare della comodità di ricevere <strong>i giornali</strong> direttamente sul tablet senza essere vittima dei costanti ritardi delle copie in abbonamento.</p>
<p>Quali effetti poi per l&#8217;editoria scolastica?</p>
<p>Differente il discorso per la narrativa: probabilmente il piacere di leggere un buon vecchio libro e di fare colazione nel we sfogliando un quotidiano almeno nel mio caso saranno dure a morire, ma in settimana e per lavoro il tablet conquisterà facilmente consensi. </p>
<p><strong>La velocità del cambiamento</strong> dipenderà comunque da alcuni <strong>vincoli tecnologici e di mercato</strong>:</p>
<ul>
<li>costo del tablet;</li>
<li>costo di connessione e disponibilità di wi-fi gratuito;</li>
<li>disponibilità di una libreria sufficientemente ampia;</li>
<li>durata delle batterie (grossa pecca dell&#8217;attuale iphone); </li>
<li>tecnologia che consenta di non affaticare la vista durante la lettura. </li>
</ul>
<p>Il cambiamento già c&#8217;è. Questa sera ne misureremo solo la velocità.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fandreapanato.postilla.it%2F2010%2F01%2F27%2Ftutti-in-attesa-del-i-tablet-della-apple-di-steve-jobs-cambiera-il-nostro-modo-di-leggere-studiare-lavorare%2F&amp;linkname=Tutti%20in%20attesa%20del%20I-Tablet%20della%20Apple%20di%20Steve%20Jobs%3A%20cambier%C3%A0%20il%20nostro%20modo%20di%20leggere%2C%20studiare%2C%20lavorare%3F"><img src="http://andreapanato.postilla.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La valutazione di una centrale eolica: l’incognita ICI</title>
		<link>http://andreapanato.postilla.it/2010/01/11/valutazione-centrale-eolica-incognita-ici/</link>
		<comments>http://andreapanato.postilla.it/2010/01/11/valutazione-centrale-eolica-incognita-ici/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 08:04:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Panato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Impresa]]></category>

		<category><![CDATA[eolico]]></category>

		<category><![CDATA[ici fotovoltaico]]></category>

		<category><![CDATA[ici impianti eolici]]></category>

		<category><![CDATA[valutare azienda eolica]]></category>

		<category><![CDATA[valutazione azienda energia eolica]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ Italia sempre di più si sta rivolgendo ad energie alternative per soddisfare il proprio fabbisogno interno. 
A fronte di una ampia diffusione di centrali eoliche nel nostro paese, sicuramente grazie agli importanti incentivi pubblici erogati sotto forma di certificati verdi, non sempre l’imprenditore ha a che fare con un sistema normativo chiaro ed univoco.
In caso di valutazione di Aziende operanti nel settore dell’energia eolica l'imponibilità ICI degli impianti diventa un problema non banale che il perito dovrà affrontare. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2009 si è chiuso con una potenza eolica efficiente di 4.850 MW, di cui 1.114 MW installati nell&#8217;ultimo anno. Questi dati consentono all&#8217;Italia di rimanere terzo Paese in Europa e sesto nel mondo per produzione di energia da fonti eoliche.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-245" src="http://andreapanato.postilla.it/files/2010/01/centrale_eolica.png" alt="centrale eolica La valutazione di una centrale eolica: l’incognita ICI" width="212" height="301" title="La valutazione di una centrale eolica: l’incognita ICI" />L’ Italia sempre di più si sta rivolgendo ad energie alternative per soddisfare il proprio fabbisogno interno.</p>
<p>A fronte di una ampia diffusione di centrali eoliche nel nostro paese, sicuramente grazie agli importanti incentivi pubblici erogati sotto forma di <strong>certificati verdi</strong>, non sempre l’imprenditore ha a che fare con un sistema normativo chiaro ed univoco.</p>
<p>Se i recenti orientamenti dell’Amministrazione finanziaria fossero confermati, i titolari di diritti reali su impianti eolici e fotovoltaici si vedrebbero costretti a fronteggiare un maggior carico tributario, derivante dall’imposizione <strong>Ici</strong>.</p>
<p><strong>La risoluzione 3/T/2008 dell’Agenzia del Territorio</strong> afferma che gli impianti eolici e fotovoltaici sono da considerarsi alla stregua di “opifici”, con conseguente accatastamento nella categoria D/1. Ciò comporterebbe un maggior imponibile ai fini Ici e un maggior onere in termini di imposizione indiretta all’atto del trasferimento o dell’utilizzo del diritto reale. Stessa conclusione a cui sono giunte <strong>le circolari 4/T/2006 e 14/T/2007</strong> con specifico riferimento agli impianti eolici.</p>
<p>L’orientamento della giurisprudenza e della migliore dottrina appare invece incerto. <strong>La CTP</strong><strong> di Bologna, con sentenza 11/2009</strong>, con riferimento ad una centrale eolica, ha bocciato la tesi dell’Agenzia del Territorio, individuando la corretta classificazione catastale nella categoria E, il che comporterebbe l’esenzione dall’Ici ai sensi dell’art. 7 c. 1 del D. Lgs. 504/92.</p>
<p>Una parte autorevole della dottrina, inoltre, è concorde nel ritenere che in presenza di impianti di energia rinnovabile non si sarebbe in presenza di unità immobiliari soggette ad obbligo di accatastamento in quanto il terreno su cui l’impianto è ubicato svolge una funzione di mero supporto materiale, non contribuendo minimamente nel processo di produzione dell’energia, e senza che ne venga alterata in alcun modo la destinazione d’uso per il semplice posizionamento su di esso dell’impianto stesso.</p>
<p>Inutile dire che in caso di <strong><a title="Valutazione azienda energia eolica" href="http://www.studiopanato.it/">valutazione di Aziende operanti nel settore dell’energia eolica </a></strong>questo diventa un problema che il perito dovrà affrontare. In ipotesi di valutazione mediante il metodo finanziario di attualizzazione dei flussi, l’incidenza di un aggravio di tassazione può risultare non banale.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fandreapanato.postilla.it%2F2010%2F01%2F11%2Fvalutazione-centrale-eolica-incognita-ici%2F&amp;linkname=La%20valutazione%20di%20una%20centrale%20eolica%3A%20l%E2%80%99incognita%20ICI"><img src="http://andreapanato.postilla.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		</item>
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