9 dicembre 2010

Commercialista: ma che lavoro è?

Qualche giorno fa ho incontrato in studio il responsabile di un importante fondo inglese.

Precedenti incontri erano stati fatti con un loro dirigente italiano.

È rimasto stupito che non fossi avvocato, e spiegargli che sono un commercialista non ha aiutato di molto la situazione.

È stato divertente spiegargli cosa fa in Italia il commercialista e quali sono le differenze o sovrapposizioni con avvocati e revisori.

Spesso nella comunicazione professionale si danno per scontate cose che scontate non sono per nulla.

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20 Commenti a “Commercialista: ma che lavoro è?”

  1. Marco Alfano scrive:

    Le cose sono due: o siamo una categoria in via d’estinzione (io stesso mi sto riconvertendo ad altre funzionalità vista la crisi imprenditoriale e finanziaria) o la nostra figura istituzionale è compromessa al punto di non essere più “visibili” come figura professionale!

  2. TREMENTOZZI scrive:

    non siamo in via di estinzione, siamo in via di evoluzione della professione (è una strada in salita!). Da sempre il ‘commercialista’ è stato presentato come il contabile dell’impresa(l’ultima riforma ha confermato questo concetto squalificando i dottori commercialisti -magister- per dare un vestito nuovo ai ragionieri dimenticando la importanza del contabile esperto che non si trova più, come quello che ‘sistema le pratiche’. Il commercialista è per l’impresa quello che è l’avvocato per il diritto, con cognizioni e professionalità più ampie: deve avere conoscenza del diritto societario, del diritto di famiglia, del diritto tributario, del diritto fallimentare, del diritto del lavoro;deve saper redigere la contrattualistica dell’impresa; deve essere un esperto contabile, deve saper organizzare una contabilità analitica per centri di costo, di profitto, per commessa….; deve saper redigere leggere ed analizzare il bilancio saperlo riclassificare sotto il profilo civilistico, economico, finanziario, industriale; deve conoscere i cicli produttivi, l’organizzazione aziendale,… ma questa è solo una povera elencazione di quello che è e può essere il commercialista. In parole povere è il consulente dell’azienda,della famiglia dell’imprenditore e dell’imprenditore stesso quando non è più tale. Il commercialista è quello che assiste l’imprenditore nel passaggio generazionale. Il commercialista poi sceglie la sua specializzazione, e se usato bene,occorrendo, è quello che indica all’imprenditore quali sono le caratteristiche e le peculiarità necessarie degli altri professionisti (leggi avvocati e notai).

  3. Andrea Panato scrive:

    credo che sia un problema soprattutto quando ci confrontiamo con clienti esteri, la nostra figura professionale non è presente in molti paesi. di certo c’è molto lavoro da fare sulla comunicazione sia di studio sia di categoria, ordine in primis.

  4. Marco Alfano scrive:

    Considerando l’elencazione, tra l’altro come tutti sappiamo, non esaustiva fatta da Trementozzi viene da chiedersi: facciamo tanto per meritarci poco???
    Come mai quando un notatio modifica un atto costitutivo dopo neanche una settimana per una cessione di quote emette una parcella da 1.200 Euro ed invece quando noi emettiamo una parcella da 500 euro per un Modello Unico Azienda (con tutte le responsabilità del caso negli anni a venire) abbiamo difficoltà ad incassarla?
    Secondo me c’è uno svilimento del ruolo del commercialista e della sua funzione “essenziale” nel tessuto economico nazionale!.
    Saluti a tutti

  5. Marco Alfano scrive:

    Il vice presidente del mio ordine professionale chiede a gran voce la proposizione in politica di qualcuno della nostra categoria per indirizzare il paese Italia verso un rispetto delle professioni contabili.
    Io, oltre che ad essere disposto ad operare in prima persona vorrei fare di più: CHE NE PENSATE DI UN PARTITO DEI COMMERCIALISTI??? Che porti avanti veramente la politica de fare quotidiano che da sempre caratterizza la nostra professione???
    Buone feste di riflessione a tutti!
    Marco Alfano

  6. federico baroni scrive:

    L’idea del partito dei commercialisti mi pare proponibile come step di secondo livello. Fino a che gli Ordini periferici ed il Consiglio Nazionale non si schiereranno apertamente a difesa della Nostra professionalità, l’eventuale partito rischierebbe di esser visto alla stregua del partito dell’amore di Cicciolina, od altre amenità simili.

  7. Alessandro Carnevale scrive:

    Senza scendere nell’iper analiticità dell’elenco di Trementozzi ritengo che la figura del commercialista quando c’è è quella di un “consulente globale” per dargli una livrea internazionale “Global Advisor”, questa risponde esattamente a quello che richiede una P.M.I. minimamente strutturata.
    Ma uno dei grandi problemi è che non solo i Manager stranieri non comprendono la figura del commercialista, ma soprattutto gli imprenditori che circolano quotidianamente sono spesso “impreparati” … la ragione ??? … semplice!!!
    Per molti il commercialista “bravo” è quello che aiuta a realizzare “l’intrallazzo”, costa poco e dice sempre di si uno “yes man” di servizio, se poi invece “il commercialista” assume un ruolo vero, più o meno specializzato allora iniziano i dolori, qualche esempio? accordi intrasocietari, statuti veri, contratti che privilegino le esigenze d’impresa, budget d’investimento per determinare il capitale sociale, piani finanziari, partnership operative, e così via …
    Molti vedono solo la figura di uno spunta fatture, dove per questo bisogna sopratutto ringraziare molti e molti colleghi che tra prezzi stracciati per il non fare ed il non fatto, sfruttando l’ignoranza di molti e riescono a convincere gli “imprenditori” che certe “pratiche” non servono. Altro esempio? … adeguamento degli statuti, privacy, adeguamento A BASILEA 2!!!!
    Ma allora cosa si dovrebbe fare??? … il minimo è radere al suolo un sistema vecchio e decrepito e ricostruirlo, non secondo gli schemi del passato, ma progettarlo ex novo prendendo solo le esigenze di oggi e quelle future, questo sarebbe un buon punto di partenza, nella rottamazione ci metterei tutto: normative, ordini, tariffe, schemi organizzativi, ecc.
    Sul partito dei commercialisti, ho la stessa perplessità di Federico Baroni, la proposta di Marco Alfano è sicuramente perseguibile, ma allora perchè non partire da una rottamazione di un modello superato che è quello dell’Ordine Professionale e non convertirlo in una organizzazione internazionale o quantomeno europea degli specialisti dell’economia e d’impresa??? … iniziando a piantare grane vere sull’armonizzazione di norme secondo un unico schema “semplice” e non un sistema di refusi normativi causati dalla strumentalizzazione genetica delle leggi, nazionali e comunitarie, al solo fine di aumentare la pressione fiscale o rendere impraticabile l’accesso ad interi settori economici???
    In Italia, basterebbe cancellare le norme invece che farne di nuove….

    Se non ci saranno spunti di replica auguro a tutti un sereno natale

  8. TREMENTOZZI scrive:

    Commercialista? inizierei con l’abbandono del termine ‘commercialista’ per sostituirlo con ‘dottore commercialista’, io per maggiore distinzione sulla carta intestata indico ‘dottore commercialista, magister’ (cinque anni di studi, si il quinto da fuori corso!)per distinguermi dai ragionieri che hanno acquisito quel titolo per decorso del tempo… Un partito di dottori commercialisti? No grazie politica e tecnica -che non sia quella della comunicazione- non vanno d’accordo! Comincereri con delle iniziative compatte ed incisive che facciano rumore (vedi dove è arrivata la Lapet): perché non iniziare con il bando dell’INAIL degli incentivi per la realizzazione di interventi in materia di sicurezza del lavoro che è limitato alle sole imprese anche ? Noi no! Gli studi dei dottori commercialisti sono’impresa’ solo per pagare l’Irap? Non abbiamo anche noi l’obbligo della sicurezza degli impianti, di protezione degli archivi cartacei? dell’antincendio? possibile che la istruzione del personale per la evacuazione fabbricato in caso di incendio debba essere sempre a solo onere mio?
    Perché non inviamo tutti una mail di contestazione all’Inail ed intasiamo il sito, forse si parlerà di noi, ma faccimolo tutti con lo stesso massaggio alla stessa ora lo stesso giorno!
    Non pensate che l’Ordine faccia qualche cosa, è istituzionale e non critica le istituzioni….
    Vi ringrazio per l’attenzione e buone feste. M.T.

  9. Marco Alfano scrive:

    Piccola botta e risposta a Trementozzi:
    1) Dottore Commercialista al posto di Commercialista? Diatriba ormai trita e ritrita… io sono ambedue in quanto nasco Commercialista e poi divento Dottore Commercialista studiando e lavorando per ben 8 anni (tanta fatica e studiare anche la notte era diventata un’abitudine).

    2) Politica e professioni: è un binomio che invece dovremmo sposare visto che notai ed avvocati sono ministri e “Dottori Commmercialisti” invece non ne abbiamo… basta vedere che Tremonti è ministro dell’Economia pur essendo avvocato (solo Brunetta sembra essere un Dot.Com. vero).

    3) Intasare l’INAIL? pienamente d’accordo anzi rilancio: intasiamo anche il sito della Regione Sicilia che ha varato una legge per il credito d’imposta dove al solito la categoria dei professionisti non è neanche menzionata!!! (Si vede che siamo proprio figli di un Dio Minore!!!)

    Scusate lo sfogo ma oggi è il mio 39simo compleanno e sto tirando le somme di 39 anni di vita all’insegna del sacrificio per la libera professione!

    Marco Alfano

  10. federico baroni scrive:

    Quoto Alessandro Carnevale al 100%!!! Ma anche gli altri due Colleghi blog-attivi.

  11. trementozzi scrive:

    Marco Alfano auguri per il tuo compleanno. Io ne ho compiuti da poco 67 e lavoro in uno studio commercialista dal 1 settembre 1963, appena finito il liceo, e non mi sono ancora stancato!
    per intasare i siti Inail e regione sicilia quando vogliamo cominciare? Intanto contiamoci: chi ci sta?
    auguri di buon natale

  12. Alessandro Carnevale scrive:

    @ Trementozzi, io ho solo il titolo di Ragioniere Commercialista, non lo uso perchè mi ricorda Fantozzi, ma sono professionalmente parlando, nel 1986 in uno studio associato di cui mio padre era il top founder (classe professionale 1964) ed aveva aggregato diversi suoi ex praticanti fino ad ottenere 8 soci e una ventina di persone tra dipendenti e collaboratori. Da quella data ho fatto molta esperienza “sul campo” che per altro ho acquisito a ritmi di 12/16 ore al giorno per 11 mesi e mezzo l’anno, di cui la maggior parte in attività di consulenza pura e di questa almeno la metà in azienda. Ti posso dire con tutta franchezza che ho incontrato tanta gente tarpana plurtitolata, ma totalmente incapace di comprendere i meccanismi più semplici del funzionamento imprenditoriale, per non parlare delle strategie di sviluppo, gestione delle risorse, o introduzione in nuovi mercati!!! … alcuni spesso, non sapevano nemmeno prendere in mano un registro iva acquisti dei tempi andati!!! … personalmente trovo che le titolazioni personali debbano essere per competenze e per serietà professionale dimostrata, io rifiuto gli incarichi in cui non ho competenza, indirizzando il Cliente “sempre” verso uno specialista di mia fiducia, altrimenti non spendo la presentazione. Sono abituato a lavorare in un network di professionisti, anche internazionali e da sempre, ergo non ritengo la santificazione dei pezzi di carta uno strumento valido ed attendibile, per altro la definizione di abusivismo è ricca di carenze normative, anzi ricchissima!!!

    @ Marco Alfano, auguri per il tuo compleanno!!! … io non ho mai smesso di studiare da quando ho iniziato e non posso smettere, sono uscito spesso fuori dal seminato, non mi occupo direttamente ne di contabilità ne di dichiarazioni, in quanto ho smesso … mi sono disintossicato al San Patrignano del Commercialista (nel mio/nostro Studio lavoriamo per specializzazioni multidisciplinari), … ma sono finito in vortici di ricerca ancor più vasti in quanto credo che la visione di un esperto d’impresa debba essere necessariamente a 360 gradi!!!

    @ Federico Baroni, grazie della fiducia …

    Trovo che il connubio politica/estrazione professionale sia stato rappresentato nei vari avvicendamenti con una carenza gravissima, quasi di grande incompetenza!!!

    I vari esperti chiamati a fare i “ministri” non hanno fatto nulla di buono se non accettare supinamente la strumentalizzazione di ruolo in seno agli avvicendamenti politici del momento.

    Andiamo sul concreto:
    1. Semplificazione A: contabilità ordinaria, partitari e inventario, con bilancio SP/CE/NI sono più che sufficienti, se non lo sono vuol dire che c’è un falso amministrativo; qualsiasi software decente gestisce il tutto, quindi il gioco è fatto, cancellazione di tutte le altre norme;
    2. Semplificazione B: via gli studi di settore ed altri strumenti folli, l’accertamento deve essere contestato su fatti concreti e non su fatti presuntivi;
    3. Semplificazione C: lo strumento del Reverse Charge ha mirato ad evitare sacche inutili di crediti e debiti IVA oggetto di strumentalizzazioni truffaldine, ma se l’IVA deve gravare sul soggetto sul consumatore finale, questa è la razio delle imposte indirette, perchè non viene creato un sano sistema che esonera l’addebito dell’iva tra soggetti imprenditoriali??? eccezion fatta per i casi di indetraibilità oggettiva???? … se A registra un debito e B registra un credito entrambi verso lo stesso soggetto alias l’Erario, non è inutile? .. e chi paga questo costo amministrativo inutile???? l’impresa, il consumatore, i cittadini … non solo i marpioni si imbertano l’IVA e non la versano …
    4. Semplificazione D: ogni soggetto è responsabile del suo personale rapporto con il fisco e con il sistema previdenziale, ergo fine sei sostituti d’imposta, come avviene per professionisti artigiani e commercianti, anche i dipendenti si vanno a versare i loro contributi previdenziali, in base alla propria dichiarazione dei redditi con maggior equità, eliminando le “ritenute” salvo che non siano a titolo d’imposta e che rendano esente da dichiarazione il compenso oggetto del prelievo!!! … basta corrispondere al percipiente il 100% del compenso comprensivo di tutto il carico fiscale e contributivo; risultato dell’operazione è azzeramento delle appropriazioni indebite da parte di soggetti discutibili, fine di tutti gli adempimenti contributivi, dei 770, di tutta una normativa “cancerogena” per l’impresa o qualsiasi altro soggetto economico!!! … risultato collaterale aumento di competitività e carico di lavoro per il personale dello stato … che come dice Brunetta è sul posto di lavoro … ma non lavora!!!
    5. Semplificazione E: normativa Lavoro, testo unico che elimina gli inutili contratti collettivi nazionali settoriali e ne fissa uno “inderogabile” determinato per mansioni, la cui contrattazione tra le parti deve essere libera, mentre la tariffazione è unica, ovvero un operaio prende il compenso da operaio, un commesso da commesso, una segretaria da segretaria, e così via su tutte le figure dalla più bassa alla più alta compresi quadri e dirigenti; ogni differenza retributiva in più è meritocrazia in seno all’impresa o all’ente a discrezionalità del management ed a responsabilità del medesimo!!!! …ovviamente con l’aggiunta del carico contributivo già determinato.
    6. Accertamento A: imprese, enti, strutture economiche in genere e studi professionali, tutti determinano il reddito con criteri civilistici ad unico binario, il reddito “deve” essere identico al risultato di esercizio “fine della questione”!!!
    7. Accertamento B: Manager, Imprenditori, Professionisti, Dipendenti, ecc. devono dichiarare oltre al loro reddito percepito tutti i fringe benefit acquisiti nel periodo d’imposta, perchè il reddito per il mancato esborso e la percezione di beni e servizi in natura è loro componente di reddito … “fine della questione”!!!!
    8. Accertamento C: fine delle detrazioni in luogo delle deduzioni, il principio è che il costo si deduce dal reddito, la detrazione è una truffa legalizzata a danno di chi guadagna di più!!!! … giustizia tributaria!!!!
    9. Accertamento D: ampliamento degli oneri deducibili, devono essere deducibili tutti gli oneri di mantenimento e tutela della salute, servizi indispensabili come: abitazione, acqua, energia, accesso ad internet, istruzione, interessi passivi di mutuo, contributi previdenziali, ecc. con particolari agevolazioni per la presenza di soggetti nel nucleo familiare che non sono in grado di produrre redditi, inoltre assicurazioni infortuni e malattia, ecc. ecc. … equità tributaria!!!!
    10. Pressione Fiscale A: per le imprese ed ogni altra organizzazione economica la pressione fiscale non può superare complessivamente il 25% … altrimenti saltano e saltano i posti di lavoro … e addio sistema produttivo;
    11. Pressione Fiscale B: per le persone fisiche i redditi netti non possono essere assoggettati ad una pressione fiscale superiore al 30% … dopo questo valore è immorale e genera povertà … e addio sistema di auto sostentamento, di risparmio ed altro;
    12. Sistema Sanzionatorio: chi froda il fisco o il sistema contributivo è reo indipendentemente se è parte attiva o passiva, ergo è evasore chi corrisponde compensi a nero e chi li percepisce, per entrambi un sistema sanzionatorio pesante in egual misura; … prima abbassi la pressione fiscale, … poi crei un sistema equo, e infine sanzioni in maniera pesante … molto pesante!!!
    13. Sistema di Promozione dello Sviluppo A: agevolazioni vere con crediti d’imposta ed altri strumenti per: concentrazione di micro e piccole imprese, studi professionali e società di servizi, mediante fusioni o acquisizioni senza plusvalenze tassabili, aumento degli investimenti tecnologici derivanti da sviluppo di software opensource (invece di pagare licenze paghi professionisti di settore aumentando la redistribuzione degli incentivi in forma indiretta);
    14. Sistema di Promozione dello Sviluppo B: agevolazioni vere con crediti d’imposta ed altri strumenti per: creazione di distretti industriali di eccellenza per P.M.I., filiere di imprese artigiane per la produzione di beni di elevata qualità e design “Made in Italy”, supporto strutturato alla penetrazione dei mercati internazionali da parte di P.M.I.;
    15. Sistema di Promozione dello Sviluppo C: agevolazioni vere con crediti d’imposta ed altri strumenti per la formazione in termini di innovazione tecnologica, informatica e gestione d’impresa, fine dei finti corsi gratuiti erogati a vuoto dalle regioni, uso di soli docenti selezionati per curriculum vitae professionale!!!!!!!!!
    16. Sistema di Promozione dello Sviluppo D: finanziamento allo startup di nuove imprese con partecipazione al capitale di rischio in forma diretta tra Enti Statali e Business Angels, coadiuvati con interventi professionali di assistenza e consulenza meritocratici rotazionali;
    17. Sistema di Rigore Economico A: assoggettamento ad un criterio di “zero privacy protection” per chi vuol partecipare ad appalti pubblici, o di società ed enti a partecipazione pubblica o di grandi imprese, inasprimento delle norme di reclusione a non meno di dieci anni di reclusione per tutti i reati derivanti da attività di corruzione senza possibilità di patteggiamento, aggravanti in caso di infiltrazioni mafiose per almeno il doppio della pena!!!!!
    18. Sistema di Rigore Economico B: assoggettamento ad un criterio di “zero privacy protection” per chi è responsabile degli acquisti e/o di appalti di fornitura in P.M.I. che in caso di “tangenti” deve essere assoggettato a pene non inferiori a dieci anni!!!
    19. Sistema di Rigore Economico C: affidamento di tutte le cariche di controllo esterno a soggetti professionali con un criterio rotazionale meritocratico che non consenta la creazione di accordi lesivi ai danni delle pubbliche amministrazioni o enti locali, che in caso di favoreggiamento verrebbero assoggettati a pene non inferiori ai dieci anni di reclusione aumentati al doppio in caso di infiltrazioni mafiose!!!
    20. Sistema di Rigore Economico D: Licenziamento in tronco e senza appello a tutti quei dipendenti che si sono macchiati di reati contro il datore di lavoro, o hanno posto in essere comportamenti lesivi gravi quali pratiche di mobing a danno di altri dipendenti, frodi anche a terzi, indebito arricchimento, anche e sopratutto nella pubblica amministrazione.
    21 …
    22 …
    23 …

    Scusale il mio esser logorroico, ma di cose da dire ce ne sarebbero un’infinità, recupero ambientale, fede pubblica, compensi professionaliiiii: ma li vogliamo adeguare con riferimento agli stipendi dei manager ai quali diamo assistenza???? … noi rappresentiamo il loro know-how indisponibile quindi il minimo è che ci paghino almeno il 10/20% in più di quanto prendano loro per ora!!! … oh no????

    Rinnovo il mio augurio per un sereno natale a tutti quanti.

    Alessandro

  13. Alessandro Carnevale scrive:

    P.S.: LO STATO DEVE ESSERE AL SERVIZIO DEL CITTADINO E NON CHE IL CITTADINO DEVE ESSERE “SCHIAVO” DELLO STATO PER ESIGENZE DI BILANCIO!!!
    QUINDI TAGLI TAGLI TAGLI TUTTO CIÒ CHE NON È INDISPENSABILE VA “TAGLIATO”!!!!!!!!!!

  14. gioia scrive:

    PER ALESSANDRO CARNEVALE scrivo , non per la discussione,ma cercando un impiego presso uno studio come addetta alla contabilità sono incappata in ALESSANDRO CARNEVALE, dove in una sua risposta parlava dello studio di suo padre e dei collaboratori ALESSANDRO !!!! se tu parli di tuo padre IL GRANDE ITALO CARNEVALE insieme al MITICO MICHELE RUSSO e al SIMPATICO MARCO VILLA in Via Flaminia 417 Bè c’ero anche io non so se ti ricordi sono GIOIA HO LAVORATO CIRCA 10 ANNI CON TUO PADRE !!!!! Vorrei tanto mettermi in contatto con te puoi rispondere ?

  15. Alessandro Carnevale scrive:

    … mi scuso per l’off-topic

    Ciao Gioia, certo che mi ricordo, ilmio indirizzo email è il seguente acarnevale.studioac@gmail.com

    Mi arriva sul blackberry quindi la vedo in tempo reale!

    A presto

  16. michele scrive:

    Vi porto un diverso punto di vista:
    Sono un praticante, che a marzo conseguira’ la laurea specialistica. Da alcuni mesi ho iniziato I’ll tirocinio da commercialista e revisore. Inizialmente ero pieno di buona volonta ed entusiasmo, ma con I’ll passare dei giorni queste emozioni iniziano a vacillare. Vacillano perche’ la strada della libera professione in Italia é troppo insidiosa, rispetto al lavoro dipendente in azienda. Non basta studiare 5 anni all’universita’, non bastano 3 anni di tirocinio (quasi sempre) non retribuito (mentre ad esempio gli avvocati ne fanno solo 2), non basta dover pagare 375€ all’ordine solo per iniziare I’ll tirocinio, ecc…oltre a tutto cio’, ci si sente anche meno considerati socialmente di avvocati e altri professionisti che fanno la stessa gavetta. Ma la cosa peggiore é che per affermarsi bisogna lavorare 15 ore al giorno, tenere parcelle al ribasso ed essere (come gia’ detto) uno “yes man” al servizio di imprenditori e contribuenti senza scrupoli! Molte colpe le do all’ordine ma, anche I (per me futuri)”colleghi” non si comportano eticamente!
    Quindi ora mi chiedo: “vale la pena sopportare tutto cio’? O é meglio intraprendere altre strade?”

  17. Andrea Arrigo Panato scrive:

    @michele, premesso che per me siam tutti colleghi, capisco il tuo sconforto, ma sta a te lavorare bene ed importi sul mercato.
    i sacrifici ci sono, non è una professione facile ma può dare belle soddisfazioni.

    cosa ne pernsi? http://consulenza-pmi.blogspot.com/2011/11/commercialisti-liberalizzare-o.html

    fammi sapere le tue osservazioni.

  18. michele scrive:

    Liberalizzazione mi fa pensare: “niente esame di stato”che data la difficolta é una bella cosa…no ha parte gli scherzi, sono contro la liberazione (l’esame ci deve essere eccome); sono d’accordo con Lei su tutta la linea. I commercialsiti devono essere tutelati e devono aver dei campi di azione esclusiva! Avvocati e altri professionisti dovrebbero non poter svolgere mansioni che sono palesemente di competenza di chi ha una cultura contabile, tributaria e imprenditoriale che un legale non puo’ avere. E’ necessaria una revisione dell’ordine.
    Parlo ora, un po’ egoisticamente, della questione praticanti: lavorare 3 anni senza retribuzione è frustrante! Imporrei una retribuzione progressiva nei 3 anni (300, 450, 600 potrebbero essere cifre accettabili) e soprattutto una formazione specifica che consenta di prendere piena conoscenza della professione e metta in condizione di affrontare l’esame serenamente. Mi ritengo fortunato, perche’ I’ll mio dominus mi sta facendo svolgere un po’ tutte le mansioni relative ad uno studio commerciale (stamattina ho visto per esempio una trasformazione progressiva da snc a srl), ma è sconcertante sentire alcuni colleghi praticanti che al terzo anno fanno ed hanno fatto solo contabilita’ semplificata ed ordinaria!!! Qui pero’ non c’entra l’ordine, ma solo l’etica professionale dei professionisti!

  19. michele scrive:

    Chiedo venia per lo sconcertante errore grammaticale presente alla seconda riga del precedente post :(
    La fretta e la testiera del blackberry non aiutano XD

  20. merola sapri scrive:

    Profondo sud Salerno.

    Sono un ragioniere commercialista ma qua si soffre la fame, altro che deloitte ecc. Contabilitá semplificata è l’unica cosa su cui puoi guadagnare se fai lo zingaro e ne trovi tante.
    Ho un incarico per controllo di gestione ma bisogna specializzarsi in qualcosa non si può battere la concorrenza sui prezzi bisogna andare sulla finanza agevolata e controllo di gestione.

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