9 Dicembre 2009

Professionisti e social network: twitter, facebook, linkedin, friendfeed

Mi hanno chiesto di tenere una lezione con questo titolo presso il Tribunale di Milano. Non è di certo la mia materia, ma la proposta mi ha subito intrigato. 

progetto2 Professionisti e social network: twitter, facebook, linkedin, friendfeedE’ una bella occasione di confronto con altri professionisti e farla ad inizio 2010 rappresenta anche per me un modo per fare il punto sulla mia presenza on line. 

Web 2.0, social network, ecc… sono solo strumenti, al centro della riflessione dovrebbero stare gli obiettivi, integrando l’on line con l’off line. Questi sono anni di grandi cambiamenti e la crisi non è stato altro che un potente acceleratore anche delle dinamiche interne ed esterne agli studi professionali. Dobbiamo riprendere a pensare come start up, ridisegnare gli obiettivi, gli strumenti ed i contorni dei nostri studi. 

La forza di internet, se usata bene, è che può aiutarci molto a capire chi siamo e chi vogliamo diventare. È importante usare i contributi che la rete può fornirci per ridisegnare il nostro studio professionale, per verificare e rimodulare le nostre strategie, per restare aggiornati su alcuni temi. 

I social network non devono essere usati semplicemente come media (comunicazione unidirezionale) ma la loro forza deriva dal riuscire a fare conversazioni. E’ incredibile la ricchezza dei suggerimenti e delle proposte che possono arrivare dalla rete.

Ho già affrontato questo argomento sul mio blog, ma credo sia utile anche qui riproporre qualche esempio di utilizzo dei vari social network. Sono esempi un pò autoreferenziali, sicuramente a volte banali ma credo utili. 

  • Twitter: un collega di Venezia mi segnala una interessante sentenza relativa alla “Falcidia dei crediti tributari senza transazione fiscale“. Dovrò aggiornare sul punto anche il blog del libro su LE PERIZIE DI STIMA e le operazioni straordinarie; Ci siamo incontrati qualche giorno fa ad un mio convegno presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Venezia. Non solo ho avuto il piacere di conoscere un valido professionista, ma l’incontro ed il clima informale (con il corollario di domande e quesiti) ha contribuito al successo dell’evento. La stessa cosa più o meno si è verificata a Parma un mese fa con un altro collega, complice quella volta facebook.
  • Friendfeed: sono stato invitato ad un we informale per discutere sulle novità del 2010. Fanno parte del gruppo imprenditori, analisti finanziari, giornalisti, docenti universitari, esperti di web mktg, ecc. Riflettere e ripensare la nostra strategia è sempre molto stimolante, soprattutto se lo si fa attraverso lenti diverse dalle nostre. La qualità dei partecipanti sgombra il campo da dubbi su social network e perdita di tempo.
  • Linkedin: un pò in sonno il gruppo Ridisegnare l’impresa. Interessante però che al dibattito sul mio post su T HOLDING: opportunità per le imprese in crisi abbia partecipato attivamente un importante professore di diritto tributario. E’ stato quindi possibile confrontarsi con persone estremamente preparate senza filtri.
  • Facebook: un pò in sordina la mia presenza, ma la pagina del libro LE PERIZIE DI STIMA ha superato i 150 fan. Alcuni tra loro hanno usato il libro e la pagina di facebook per preparare la tesi, scambiarsi consigli e chiedermi qualche suggerimento. Bella sensazione ricevere i ringraziamenti dai primi laureati.

Sono solo alcuni esempi. I SN potrebbero stimolare la nascita di comunità di pratica su alcuni temi specifici, già oggi facilitano incontri tra professioni economico/giuridiche che scoprono sempre di più nuovi punti di incontro. Certo bisogna sempre ricordare che come in tutte le relazioni, anche quelle on line si mantengono solide se si basano su correttezza, riservatezza e professionalità.

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22 Commenti a “Professionisti e social network: twitter, facebook, linkedin, friendfeed”

  1. claudio.B scrive:

    Argomento molto interessante dai mille risvolti.

    Da una parte internet apre al confronto e alla conoscenza (per ogni argomento esiste qualcuno che ne sa di più ed in modo diverso e che quindi può implementare il tuo lavoro).

    In altra direzione apre al dialogo diretto con gli enti pubblici, riducendo i tempi e migliorando i servizi, ma la questione deve essere bilaterale e non solo in senso univoco a favore degli enti).

    Un problema pratico che si riscontra su internet e sui social network è dato dall’incertezza dell’informazione, l’impossibilità di “certificazione” delle informazioni; problema che comunque va valutato e che richiede l’incrocio costante delle informazioni.

    Un altro problema dei social network nasce dai “consulenti da bar” cioè da tutte quelle risposte fai da te che vanno in contrapposizione con la professionalità di quanti operano nei vari studi.

    Lo sviluppo degli strumenti di comunity web allora, per quanto attiene alle attività professionali, potrebbe confluire verso nicchie di settore specialistiche e specializzate, atte a convogliare e a filtrare le informazioni.

    Un ulteriore punto di riflessione sarebbe quello della reperibilità della documentazione pubblica, utilizzare internet per la messa a disposizione di normative – circolari – sentenze di facile e gratuito accesso. E’ vero, molta documentazione si trova già a disposizione di studiosi e non, ma non ha organicità e non è seguita in modo completo dallo stato (cioè l’organo che la emana).

    Infine porrei uno spunto di riflessione sulla necessità che a latere di comunità di settore, si necessiterebbe di bacini di raccolta di pareri/articoli. L’informazione distinta per tematiche in modo omogeneo, e qui si aprirebbe la porta a motori di ricerca ad hoc, in grado di isolare e dare precedenza agli argomenti ricercati. L’eccessiva presenza di informazioni su internet spesso rende inutile la ricerca stessa, digitando nei comuni motori la parola chiave si aprono migliaia e migliaia di siti che con quella parola hanno blande e spesso inutili attinenze.

  2. spataro scrive:

    “Infine porrei uno spunto di riflessione sulla necessità che a latere di comunità di settore, si necessiterebbe di bacini di raccolta di pareri/articoli. L’informazione distinta per tematiche in modo omogeneo, e qui si aprirebbe la porta a motori di ricerca ad hoc, in grado di isolare e dare precedenza agli argomenti ricercati.”

    Sembra che stai parlando di http://www.Gloxa.eu Lo stiamo usando da qualche mese.

  3. Andrea Arrigo Panato scrive:

    @ Claudio: l’incertezza dell’informazione, come la chiami tu, credo possa vincersi solo creando legami forti all’interno del network. suggerimenti e spunti di riflessione sono possibili, diverso è cercare consulenze gratuite on line.

    Internet inoltre non pò diventare una valida alternativa alle banche dati a pagamento.

    bisogna comprendere ciò che la rete ci offre ed usarlo al meglio. già oggi ci sono parecchi siti pubblici autorevoli fonti di informazioni e dottrina. Ma il mio post sui SN alludeva a qualcosa di differente, la possibilità di collaborare di aprirsi ad un confronto a volte anche tra professioni diverse.

    Sempre valida la richiesta di norme e banche dati gratuite on line, ma direi che lentamente ci stiamo avvicinando.

  4. Andrea Arrigo Panato scrive:

    @Spataro: lo strumento c’è. ci sono i professionisti? il lavoro più complesso nel tuo caso sia costruire una comunità autorevole.
    la strada è quella giusta. ho fiducia.

  5. claudio.B scrive:

    L’intento del mio intervento non era riferito alla richiesta di servizi gratuiti, lungi da me, nel calderone delle riflessioni che ponevo sollevavo ANCHE il problema di reperibilità di documenti pubblici e quindi gratuiti, ma era solo uno dei passaggi.

    Ci sono già molte comunity di settore dove confrontarsi ove partecipano anche fonti autorevoli, ma siamo ancora nella preistoria rispetto alle possibilità date da internet.

    Focalizzavo l’attenzione su più strumenti necessari affinchè le informazioni siano interscambiate in modo professionale e utilizzate al meglio.

  6. Andrea Arrigo Panato scrive:

    @Claudio: su questo concordo assolutamente, anche se noto che le cose stanno cambiando velocemente.

    Non trovo molte community in realtà in materia economico giuridica, ma sicuramente molti professionisti si stanno aprendo ed usano lo strumento in maniera più matura.

    quali soluzioni vorresti trovare on line? ti interesserebbe fruire per esempio di brevi pillole formative su iphone o simili?

  7. claudio.B scrive:

    On line non cerco alcuna SOLUZIONE. Stiamo parlando di interscambio professionale e degli strumenti di web comunity.
    Io in qualità di professionista già partecipo su forum giuridici, ma quello di cui si sente la mancanza è di bacini specialistici condivisi, sia per quanto riguarda le informazioni che per quanto riguarda gli scambi d’informazione.

    La condivisione delle informazioni in maniera “intelligente”.

    Ti faccio un esempio, potresti aver necessità di scrivere un articolo di diritto fallimentare, di cui magari sei un guru della materia. Ma all’interno del tuo campo di conoscenza interagiscono altri campi dei quali probabilmente le tue informazioni sono inferiori ad altri esperti del singolo settore (ad esempio di tassazione nei riparti ai dipendenti), dove e con chi dialogare per confrontarsi e trovare gli spunti necessari ?

    L’utilizzo di uno strumento come google per le ricerche professionali diventa oserei dire arcano.

  8. Andrea Arrigo Panato scrive:

    @ Claudio: assolutamente concordo. l’unica soluzione che ho trovato è creare un dialogo costante con alcuni professionisti che in rete mi sembrano fornire spunti interessanti, a volte si approfondisce grazie a skype, successivamente se non si è distanti a volte capita di incontrarsi approfondendo seppur superficialmente il rapporto. chiaro che è una soluzione applicabile a piccoli numeri, ma ad oggi mi ha portato ad un buon interscambio.

    certo è che da entrambe le parti è necessario essere disponibili al confronto. troppo spesso il dialogo si risolve in colleghi che cercano consulenze gratuite, ma come hai già osservato anche in questo gli utenti di internet stanno lentamente crescendo.

  9. claudio.B scrive:

    Distinguiamo le cose, da una parte abbiamo le “pillole” di informazione, trattasi di mail, sms, sunti di articoli e di normative etc. Un tempo credevo NECESSARIE ora stò perdendo l’interesse, al punto tale che non credo quasi neanche più alla loro necessità, così come ai quotidiani di settore (sole24ore - italia oggi) Perchè? non approfondiscono per ovvie necessità l’argomento, e pertanto tale informazione per il professionista diventa secondaria e spesso inutile.

    Dall’altra parte abbiamo le riviste periodiche settimanali/mensili di settore, dove gli argomenti vengono approfonditi. Credo concorderai con me che risultano essere molto più interessanti e utili rispetto alle prime.

    In entrambe le situazioni però si può rilevare una pecca, se la necessità è di carattere “passivo” nulla questio, ma se la necessità è “attiva” e cioè sviluppare una soluzione, allora non è più sufficiente nemmeno il singolo articolo.

    Internet ci darebbe delle possibilità aggiuntive molto interessanti.

    E’ vero, si cerca spesso una risposta on line già bella che confezionata, ma questo stà alla sensibilità degli utenti e alla professionalità dei singoli.

    Un altro piccolo spunto, la cerchia universitaria, dallo studente al professore, all’assistente, con grandi preparazioni teoriche, difficilmente si incontrano in spazi condivisi da professionisti che invece affrontano il diritto dal punto di vista pratico.

  10. Andrea Arrigo Panato scrive:

    1) Pillole: non parlo di rassegna stampa, ma su materie molto precise di novità giurisprudenziali ecc… a mio parere possono restare di forte interesse.

    2) Concordo sull’approfondimento: dobbiamo sempre ricordarci il ruolo dello studio nella nostra professione

    3) in realtà vedo sempre di più una contaminazione tra professione e università. a milano stanno facendo davvero un bel lavoro sia il MIP sia la bocconi. Anche lo IULM seppur in materie come la comunicazione ecc.. Su Postilla puoi trovare qualche professore che partecipa con attenzione alla discussione. non è facile ma qualche apertura si trova..

    4) Di cosa ti occupi in particolar modo? dove eserciti? quali sono le tue esperienze nella tua realtà professionale?

  11. claudio.B scrive:

    Sono un giuslavorista, in pratica un consulente del lavoro di Treviso.
    Collaboro con un gruppo di colleghi di tutta Italia, conosciuti in una chat, ed è proprio uno di loro che mi ha convinto a partecipare a Postilla (Andrea Asnaghi).

  12. Andrea Arrigo Panato scrive:

    Mi sembra un’ottima esperienza claudio.
    perchè non ci racconti meglio come si è sviluppata? sempre se ti va ovviamente.

  13. Silla Cellino scrive:

    Anche se i blog stanno prendendo il sopravvento su usenet, tra le community più anziane in materia di professioni economico-giuridiche sono da segnalare i newsgroup it.discussioni.commercialisti, it.economia.fisco e it.lavoro.consulenti, ormai operanti da più di dieci anni.

    Effettivamente attorno a queste esperienze si è consolidato un gruppo portante di professionisti in tutta Italia, che ha reso i newsgroup strumento per un’utilissima funzione di servizio di reciproca consultazione e scambio di pareri in materia professionale.

    Non solo, ma in passato hanno costituito la base per gestire in comune un portale, per il quale si prevede una ripresa di attività, dopo un periodo di stanca.

    Infine, non meno importante, questa comunità di professionisti ha avuto occasione di ritrovarsi diverse volte, organizzando incontri di approfondimento professionale e magari anche cogliendo il destro per proseguire la reciproca collaborazione anche attorno ad una tavola imbandita. Il che mi sembra sia sempre risultato gradito a tutti.

  14. claudio.B scrive:

    Grazie del link, non lo conoscevo. Lo valuterò. Anche se attualmente partecipo molto al forum specifico del sito dei consulenti ma aperto unicamente ai CDL.

    La mia esperienza? quella che hanno avuto quasi tutti i professionisti che si sono rivolti al web non per risposte gratuite on line ma per un confronto costruttivo su problematiche specifiche.

    Come sollevato in questo blog infatti la maggior parte degli utilizzatori cercano unicamente risposte, che siano normative o pareri o riferimenti non importa, l’importante è avere subito una risposta preconfezionata adatta al singolo caso.

    Quei (pochi) che invece intendono il sistema utile per un confronto continuo e costruttivo, hanno grandi difficoltà a trovare siti idonei.

    Come si è sviluppata la mia esperienza ? la fortuna ha voluto che cercando il confronto su thread apparentemente semplici (a domanda voglio risposta immediata e gratis) ho trovato alcuni colleghi che la pensavano come me e che quindi cercavano di imbastire disquisizioni costruttive.

    Ovvio, come sottolineato in tutti gli interventi qui, mancano dei canali convogliatori delle informazioni dove non è la risposta che si cerca ma le proposte…

  15. spataro scrive:

    Un canale di confronto. Su questo aspetto l’interesse e’ alto in molti settori, ma non si riesce a fare gioco di squadra in numeri alti con tecnologie diverse dall’email.

    Il gruppo di civilisti che modero raccoglie 1000 avvocati che chiedono ma soprattutto si confrontano e si scambiano domicialiazioni (in ordine).

    Separare la domanda dal confronto e’ asettico.

    Gloxa si basa piu’ su twitter, permettendo internamente spazi di approfondimento (che sto testando con utenti limitati).

    Da una parte i newsgroups e i gruppi di google o yahoo sono strumenti ottimi e completi, dall’altra si vuole uno spazio “personale”:

    Sicuri che a volte non si tratti solo di usare mezzi gia’ esistenti ?

  16. This week on Postilla #13 — Encob Blog scrive:

    [...] Professionisti e social network: twitter, facebook, linkedin, friendfeed di Andrea Panato: come influiscono e come andranno a influire in futuro le comunicazioni sui vari social network sul lavoro degli studi professionali (date un’occhiata anche ai commenti, molto interessanti) [...]

  17. Andrea Asnaghi scrive:

    Seguo questo dibattito con l’incompetenza del neofita e del troglodita informatico (internet e questo blog sono un punto di arrivo personale difficilmente superabile, temo: conosco a malapena e non utilizzo nessuna delle modalità più “tecnologiche” qui commentate).

    La mia esperienza è in ogni caso che le modalità di comunicazione e confronto ridisegnano effettivamente (seppur usate relativamente) i confini e le prospettive dello studio professionale.

    Molto sommessamente elenco di seguito pregi e limiti che trovo nel quotidiano, oltre a quelli già segnalati.

    lati positivi
    1 . il confronto e l’espansione del proprio orizzonte; necessita di incontri giusti e non “parassitari”, ma quando c’è è un gran bene.
    (la mia esperienza è simile a quella dell’amico Claudio B e quindi non starò a ripetere).

    2. Quanto al punto 1 permette anche l’incontro con soggetti di altre aree, di studiosi e di personalità; molto dipende però dalla disponibilità degli stessi e dalla voglia di mettersi in gioco.
    In questo senso Internet mi ha dato la possibilità di incontri anche “importanti” .

    3. Questo rende la possibilità di sviluppare progetti, anche parecchio rilevanti, a distanza. In alcuni casi le persone “de visu” le ho conosciute addirittura solo dopo o durante, nemmeno prima.

    4. La disponibilità di scambi, non superficiali, di risorse e di documentazione, questo non per arrivare alla “banca dati gratis” ma per scambiare le intelligenze della costruzione delle proprie reciproche banche dati personali (l’importante non è che una cosa ci sia, ma è come notarla e valorizzarla).

    lati (ipoteticamente) negativi
    1. la velocità e l’ampiezza di informazioni e di scambi necessitano di una regolazione di flusso o finiscono per stordire.Ttrovo che chi usa con estrema frequenza troppi mezzi contemporaneamente finisce per avere una dimensione irreale; se permettete la battuta, il tempo reale non è il tempo della realtà.

    2 alcuni social network appaiono dall’esterno un po’ elitari/o con frequentatori abbastanza pieni di sè (mia figlia direbbe che se la tirano) o che cercano con tutta evidenzia di costruire “cerchie” esclusive.
    il che facilita solo certi scambi

    3. l’autopromozione di alcuni partecipanti, che a volte risulta un po’ fastidiosa e poco collaborativa (in senso reale).

    mi scuso per la fretta e l’inevitabile compressione dei concetti, complimenti per il tema ed in genere per la partecipazione.

  18. spataro scrive:

    I punti che elenchi credo che possano essere riassunti nella frase che Marco Montemagno diceva a Piero Angela a Otto e mezzo, sul la7: Per internet mancano divulgatori come Piero Angela.

    Mi trovo a comprendere meglio le logiche di internet rispetto a quelle tradizionali per via della mia formazione e probabilmente età. A 40 anni ho programmato talmente tanti computer che l’idea di lavorare insieme a mille altre persone sparse nel mondo e’ innata. Ho lavorato con iraniani, francesi, spagnoli, peruviani, indiani, americani e cinesi. A volte senza saperlo.

    Si tratta di strumenti. Da una parte si vorrebbe tutto subito, dall’altra si ha paura della mille opportunità.

    Meglio partire da un passo alla volta, esplorarlo, e ascoltare.

    L’eccesso di informazioni e’ un dato di fatto. Pero’ e’ importante capire quanto restare aggiornati e quanto risolvere il problema concreto.

    Per stare aggiornati bastano alcuni siti, o meglio degli aggregatori di siti per leggere da una sola parte tutto quello che serve.

    Per approfondire invece ci vuole una mentalità piu’ attiva, cercando bene con i termini piu’ adeguati.

    Per conoscere persone si devono trovare communities. In ogni comunità poi e’ necessario capire come comportarsi per avere e dare aiuto.

    Comprendo che e’ come vivere un’altra vita, e le ore sono sempre quelle.

    Per questo vale il motto del mio prof che diceva di leggere, tra i libri migliori, i migliori.

    Resto aereo, e autoreferenziale se poi mi propongo per i miei, ma ci sono ottimi siti di diritto in rete.

    E se manca qualcosa, dove si e’ ferrati, vuol dire che si puo’ usare il web per segnalare le proprie competenze e farsi conoscere. Insomma: fare online una banca dati se non c’e’. Non tanto ne’ solo per venderla. Ma per avere domande e segnalazioni da tutti gli interessati alla materia.

    La nicchia di mercato aiuta chi la fa per primo.

    :-) scusate… mi sono lasciato andare.

    Spataro

  19. Andrea Panato scrive:

    @Silla: grazie per il contributo. in effetti trovo che passare dall’on line all’off line è la naturale evoluzione dei social network. e credo ne sia in parte la forza.

  20. Andrea Panato scrive:

    @ Andrea e Spataro: forse semplicemente internet fa incontrare… poi tra i tanti è giusto dover scegliere con chi fare un pezzo di strada in comune.

    non sopravvalutare il mezzo credo sia alla base di ttutto.

  21. spataro scrive:

    @andreapanato: piu’ che d’accordo. Internet fa incontrare le persone.

    Un blog fa incontrare i lettori con l’autore, come in questo blog.

    Un social network invece fa incontrare anche persone che non si conoscono.

    PIu’ che di sopravvalutazione io prendo atto che ci sia ancora una sottovalutazione delle opportunità. Grazie a twitter trovo professionisti che poi contatto per lavoro. Grazie a strumenti come Skype posso lavorare con loro anche se non ci si puo’ incontrare fisicamente.

    Personalmente lavoro da anni con persone che non ho mai visto, ma ci sentiamo talmente spesso che ci conosciamo perfettamente e lavoriamo come se fossimo nella stanza accanto.

    Nell’idea di “sopravvalutare” o meno un mezzo rientra necessariamente la conoscenza del mezzo e di quello che si puo’ fare, e che molto dipende dal proprio lavoro.

    Ma, per esempio, riesco ad avere consegne piu’ precise da parte di chi e’ lontano, ma usa la rete per lavoro. Anche senza incontri fisici.

    Quello della qualità della prestazione professionale era un tema difficile anni fa. Ora, con la richiesta di essere informati tempestivamente via email, credo che ci sia poco da fare se non organizzare gli studi per tenersi stretti i clienti.

    In fondo una volta era il fax. Costava piu’ tempo e denaro e richiedeva una presenza fisica davanti la macchina.

    dott. Valentino Spataro

  22. Andrea Panato scrive:

    La nuova sfida sarà l’organizzazione e la gestione delle informazioni.

    Gli studi professionali dovranno aprirsi a maggiori collaborazioni, soprattutto interdisciplinari. Internet può aiutare molto nel favorire da un lato la specializzazione, dall’altro la collaborazione tra professionisti per offrire al cliente un servizio completo.

    chi per primo riuscirà a riordinare il “caos creativo” sicuramente disporrà di un importante vantaggio competitivo.

    La prima cosa sarà decidere cosa smettere di fare.

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