29 Giugno 2009

Manovra d’estate: Tremonti e la detassazione degli utili reinvestiti

Estate
Che hai dato il tuo profumo ad ogni fiore
L’estate che ha creato il nostro amore
Per farmi poi morire di dolore
Odio l’estate

Luigi Tenco


Il Governo ha recentemente approvato il decreto legge fiscale detto “manovra d’estate” che contiene provvedimenti urgenti per fronteggiare la crisi economica e per rilanciare l’economia. Tra le principali novità:

  • detassazione degli utili reinvestiti in macchinari industriali
  • bonus per le imprese che non licenziano
  • Bonus per l’autoimprenditorialità di lavoratori cassintegrati che decidono di avviare in proprio un’attività.
  • Norme per accelerare i pagamenti della p.a. a favore delle imprese
  • l’accelerazione dell’ammortamento dei beni strumentali
  • l’incremento delle compensazioni dei crediti d’imposta.

Analizziamo brevemente il provvedimento già denominato Tremonti-ter:

  • detassazione al 50% degli utili reinvestiti dalle aziende fino al 30 giugno 2010 in macchinari e apparecchiature.
  • L’agevolazione sugli investimenti riguarderà però solo le operazioni effettuate sino al 30 giugno 2010.
  • revoca del bonus in caso di cessione del bene prima del secondo periodo di imposta successivo all’acquisto.
  • A differenza dei provvedimenti precedenti, l’agevolazione non dipende dall’incremento della spesa per investimenti rispetto ai precedenti periodi d’imposta. 

La Tremonti ter probabilmente sarebbe stata maggiormente utile se mirata ad investimenti sull’innovazione tecnologica e forse giunge in ritardo di uno o due anni. Da una prima analisi sembra il solito intervento a sostegno della domanda (breve termine) piuttosto che uno strumento facente parte di una riforma complessiva del sistema produttivo.

Negli anni passati agevolazioni simili hanno spesso portato le imprese a fare investimenti più spinte dal vantaggio fiscale che dal reale bisogno. Inutile ricordare l’effetto distorsivo sul mercato dei capannoni nella pianura padana.

Forse agire modificando i meccanismi del bonus innovazione e potenziando i confidi (o agendo in qualche modo sull’erogazione del credito) avrebbe dato risultati migliori sul lungo.

Pare purtroppo che ancora una volta si privilegi un orizzonte di breve periodo senza riuscire a formulare una politica economica lungimirante che potrebbe trovare risorse in una nuova riforma delle pensioni e della burocrazia statale.

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11 Commenti a “Manovra d’estate: Tremonti e la detassazione degli utili reinvestiti”

  1. Dario scrive:

    In questo periodo imprese industriali con utili è già difficile, in più reinveste (in periodo di contrazione deve essere un vero ottimista) in macchinari nuovi vincolati(esclusivamente quelli previsti da una lista stringente e molto particolare).
    C’è una stima di quante società sono interessate in tutta Italia?
    La mia personalissima ha un range di 2 - 5 imprese…. solo le promotrici dell’intervento

  2. Barbara scrive:

    Ho la sensazione che questo provvedimento non servira’ a molto, in questo momento.
    Anche perche’ non so’ in quanti possano avere utili da reinvestire quest’anno…
    Spero di sbagliarmi.

  3. Andrea Panato scrive:

    Temo anche io che sia mktg politico. avrei preferito qualcosa di mirato all’innovazione.

    si è preferito agevolare le giostre (controllate l’elenco, ci sono davvero!)

  4. Barbara scrive:

    Esatto Andrea ! Magari \"ripescando\" il credito d\’imposta su attivita\’ di R&D.
    Avevano gia\’ tutti i dati in mano, bastava solamente aumentare il fondo e fare come gli anni scorsi.
    Noi quelle spese le abbiamo gia\’ sostenute !!! E oggi (anzi la scorsa settimana) ci dicono… \"ci spiace ma sono finiti i fondi\".
    Loro NON vogliono aiutare le aziende, ma solamente buttare fumo negli occhi degli italiani.
    Veramente… sono sempre piu\’ delusa.

  5. Andrea Panato scrive:

    @Barbara: si, esatto.
    oppure una vera detassazione degli utili reinvestiti finalizzata ad investimenti innovativi.

    qui l’intento è qualcosa di simile a quello della rottamazione per l’industria dell’auto. puro sostegno alla domanda. invece bisognerebbe premiare le imprese che anche in questo periodo si sforzano di essere innovative.

  6. Francesco scrive:

    La norma prevede la detassazione degli utili, ma oggi come oggi con la crisi ancora perdurante chi farà utili tali da potersi permettere ingenti investimenti e avere così un ritorno in termini di risparmio di imposta? Ho paura che anche questa volta l’elefante abbia partorito il topolino.

  7. andrea arrigo panato scrive:

    @francesco: temo anche io ma forse ci saranno modifiche con la conversione in legge. speriamo

  8. Guido Repetti scrive:

    Coloro che non guadagnano, non possono sperare un ritorno a breve dei ricavi di periodi in cui il risultato economico era positivo.
    L’aumento della domanada sarà piuttosto lento ed inoltre le varie situzioni di crisi hanno compresso i prezzi a livelli margineli.
    Per auntyo precede chi vuol guadagnare o forse anche sopravvivere deve modificare l’offerta, attraverso innovazione o comunque riduzione di costi. Da ciò emerge la necessità di investire in nuove tecnologie.
    Convengo sulla scarsa incisività della norma.
    Buona lavoro a tutti

  9. Andrea Arrigo Panato scrive:

    Grazie Guido, a ciò si aggiunge il problema del tipo di investimento agevolato. escludere informatica e pc mi pare poco utile. è sempre di più un sostegno alla domanda e non agli investimenti.

  10. ANNA scrive:

    mi sembra di aver capito che le attività oggetto di agevolazione sono quelle indicate nella tabella ateco con codici 28 quindi tutte le altre attività con altri codici di attività non sono agevolate . E’ giusto???????
    grazie…..Anna

  11. Andrea Arrigo Panato scrive:

    Solo quelle previste dalla normativa purtroppo.
    In molti infatti si sono lamentati di una norma troppo restrittiva, più incentivo al consumo che all’investimento.

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